La comunità di scienziati indiani dell’Istituto di Oncologia Molecolare di Milano si prepara a festeggiare il Diwali, la tradizionale festa delle luci, che quest’anno si celebra il 20 ottobre 2025. Per circa un miliardo di persone nel mondo, questo evento rappresenta un momento di riflessione e celebrazione della propria cultura. I ricercatori indiani, che operano all’interno dell’Ifom, sono un gruppo di 10 professionisti, di cui 3 donne e 7 uomini, che hanno scelto di portare avanti i loro progetti scientifici nella metropoli lombarda, contribuendo così a un ambiente di ricerca vivace e internazionale.
Il Diwali all’ifom di Milano
Il Diwali, che si celebra nel 14esimo giorno della luna calante del mese lunare di Karttika, è un’occasione speciale per la comunità indiana di Milano. Quest’anno, la festa sarà ulteriormente arricchita dalla visita del Console Generale dell’India a Milano, Lavanya Kumar, che ha un background scientifico e desidera conoscere le attività svolte dai ricercatori indiani presso l’Ifom. Questo incontro rappresenta un’importante opportunità per rafforzare i legami tra la comunità scientifica indiana e le istituzioni italiane, sottolineando l’importanza della ricerca e della collaborazione internazionale.
La comunità di 280 ricercatori dell’Ifom è composta per il 25% da stranieri, provenienti da 30 Paesi. Gli scienziati indiani, che hanno trovato un ambiente stimolante e accogliente, si sono distinti per la loro continuità e il loro impegno nel campo della ricerca oncologica. Molti di loro hanno conseguito la laurea in biologia, medicina, ingegneria e informatica, competenze fondamentali nella lotta contro il cancro. Alcuni di questi ricercatori, come Bhat e Narayani Ganesh, hanno scelto di rimanere in Italia dopo aver conseguito il dottorato nel 2012, contribuendo così alla crescita della comunità scientifica locale.
Le esperienze dei ricercatori indiani
Bhat, uno dei ricercatori indiani, ha condiviso le sue impressioni sulla vita a Milano, evidenziando come la città riesca a mantenere un equilibrio tra lavoro e vita privata. La sua esperienza è caratterizzata da un forte senso di ambizione e dalla volontà di eccellere nella ricerca. Bhat ha anche menzionato l’importanza dei valori culturali e morali che lo accompagnano nel suo percorso professionale. La cucina italiana ha trovato un posto speciale nella sua vita, con piatti come gli spaghetti aglio, olio e peperoncino che occupano un posto d’onore nella sua lista di preferenze culinarie.
Ramveer Choudhary, un altro membro della comunità, ha sottolineato l’importanza dello scambio interdisciplinare e dell’innovazione all’interno dell’Ifom. Con un background in biologia molecolare, Ramveer ha trovato a Milano un ambiente collaborativo e ricco di risorse. La sua vita personale è stata influenzata dalla ricerca, avendo incontrato l’amore della sua vita, una scienziata di Bolzano, con cui ha avviato una relazione a distanza.
Il supporto alla comunità scientifica
La comunità dell’Ifom beneficia di un supporto sistematico che facilita l’integrazione dei ricercatori stranieri. Il Welcome Office, attivo da 13 anni, offre assistenza in vari aspetti pratici, dalla gestione del visto alla ricerca di un alloggio. Marina, figura chiave di questa struttura, ha aiutato numerosi ricercatori, rendendo il loro arrivo in Italia più agevole e meno stressante. Questo supporto è cruciale per garantire che i nuovi arrivati possano concentrarsi sulla loro ricerca senza doversi preoccupare di questioni logistiche.
Le pause caffè all’Ifom rappresentano un’opportunità per condividere culture e tradizioni, creando un ambiente di lavoro stimolante e inclusivo. Per il Diwali, i ricercatori indiani hanno pianificato di preparare piatti tipici da condividere con la comunità, celebrando così le proprie radici culturali. Questo momento di convivialità è un’importante occasione per rafforzare i legami tra i membri della comunità e per promuovere il rispetto reciproco tra culture diverse.
Nell’istituto milanese, i dottorandi trascorrono in media 3-5 anni prima di proseguire il loro percorso in altri laboratori o Paesi. Tuttavia, i legami creati durante il loro soggiorno all’Ifom rimangono forti. I ricercatori indiani, come Rajagopal Papagudi e Thennavan Jayaraman, hanno sottolineato l’importanza della comunità e del supporto ricevuto dai colleghi italiani. I consigli per i futuri ricercatori che desiderano trasferirsi in Italia includono l’importanza di essere aperti e di sfruttare le opportunità di collaborazione, per costruire sia competenze scientifiche sia una comprensione interculturale.
