All’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino, un team di medici ha realizzato un trapianto combinato di cuore e fegato senza precedenti a livello mondiale, il 15 gennaio 2025. Il paziente, un giovane di 32 anni originario della Campania, era affetto da una rarissima condizione anatomica nota come situs viscerum inversus, in cui gli organi interni sono disposti in modo speculare rispetto alla normale disposizione. Fin dalla nascita, il giovane aveva dovuto affrontare una grave cardiopatia congenita, che aveva richiesto tre interventi a cuore aperto durante l’infanzia e l’adolescenza. Nonostante questi interventi avessero permesso al paziente di raggiungere l’età adulta, il suo fegato aveva subito un progressivo deterioramento, culminato in cirrosi e, nell’ultimo anno, nella comparsa di un carcinoma epatico. Le terapie locali inizialmente efficaci non erano più sufficienti, rendendo necessario un trapianto combinato di cuore e fegato come unica soluzione.
Intervento complesso e team multidisciplinare
Il situs viscerum inversus ha complicato notevolmente l’intervento. La struttura ospedaliera ha spiegato che l’anatomia invertita del paziente rendeva difficile l’impianto di organi donati, che presentano una disposizione anatomica normale. I medici della Campania hanno quindi trasferito il caso a un’équipe multidisciplinare torinese, composta dal cardiochirurgo Carlo Pace Napoleone e dal cardiologo Giuseppe Annoni dell’ospedale Infantile Regina Margherita, insieme agli specialisti dell’ospedale Molinette, tra cui l’epatologa Silvia Martini e i cardiochirurghi Mauro Rinaldi e Massimo Boffini. Il chirurgo epatico e Coordinatore Regionale Trapianti Renato Romagnoli ha elaborato una strategia innovativa per inserire il paziente nella lista d’attesa per un trapianto combinato.
Donatore compatibile e organizzazione dell’intervento
Il 15 gennaio 2025, il Coordinamento Donazione e Prelievi del Piemonte, diretto da Anna Guermani, ha segnalato la disponibilità di un donatore compatibile al Centro Regionale Trapianti Piemonte e al Centro Nazionale Trapianti di Roma. È stata attivata una complessa macchina organizzativa che ha coinvolto decine di operatori sanitari. Mentre il paziente veniva preparato nella sala operatoria dell’ospedale Molinette, un’équipe multi-specialistica, guidata dal cardiochirurgo Giacomo Maraschioni e dal chirurgo epatico Damiano Patrono, si è recata presso l’ospedale del donatore per prelevare il blocco cuore-fegato, mantenendo una comunicazione costante con il team di trapianto.
Impianto e innovazioni chirurgiche
Sotto la direzione di Mauro Rinaldi, Carlo Pace Napoleone e Massimo Boffini, insieme a un team di anestesisti, è stato eseguito l’impianto del cuore, mantenendolo in continuità con il fegato. Contestualmente, Renato Romagnoli e il suo team hanno impiantato il fegato nella posizione fisiologica nell’addome del paziente. L’intervento ha richiesto un totale di diciassette ore di sala operatoria, di cui oltre dodici ore di chirurgia. Durante questa fase, l’anatomia anomala del paziente ha costretto i chirurghi a essere creativi, creando nuove connessioni vascolari e utilizzando segmenti di vasi prelevati dal donatore. Alla fine, il blocco cuore-fegato è stato impiantato con successo, ripristinando la circolazione sanguigna.
Decorso post-operatorio e riconoscimenti
Attualmente, il paziente è ricoverato in area semintensiva chirurgica, dove il suo percorso di riabilitazione sta proseguendo positivamente. Il decorso post-operatorio ha presentato delle complessità, gestite con successo dall’équipe della Cardio-Rianimazione, supportata da specialisti in infettivologia, nefrologia e chirurgia vascolare. Il giovane rappresenta un esempio delle eccellenze della Città della Salute e della Scienza, nonché del valore dei professionisti coinvolti. Livio Tranchida, direttore generale della Cdss, ha espresso gratitudine al donatore e alla sua famiglia, riconoscendo il contributo fondamentale che ha reso possibile questo intervento innovativo.
Traguardo nel sistema trapianti
Federico Riboldi, Assessore alla Sanità della Regione Piemonte, ha sottolineato come questo trapianto di cuore e fegato rappresenti un eccezionale traguardo tecnico-organizzativo, confermando il Sistema Trapianti della Regione Piemonte tra i migliori a livello nazionale ed europeo. L’intervento non solo apre nuove opportunità nei trapianti combinati, ma evidenzia anche la capacità della Cdss di affrontare sfide mediche complesse.
