Acqua frizzante come alleata per la perdita di peso: benefici e controindicazioni

L’immunologo Mauro Minelli avverte sui rischi dell’acqua frizzante per il metabolismo e la salute intestinale, sottolineando la necessità di un’analisi approfondita e non superficiale.

L’immunologo Mauro Minelli, docente di Nutrizione umana presso la LUM, ha recentemente espresso preoccupazioni riguardo all’idea che l’anidride carbonica possa essere considerata un “alleato universale” per il metabolismo. Le sue dichiarazioni seguono la pubblicazione di uno studio giapponese che ha suscitato un rinnovato interesse per i potenziali benefici dell’acqua frizzante, un tema che, secondo Minelli, merita un’analisi più approfondita.

Il dibattito sull’acqua frizzante e il metabolismo

Il 5 febbraio 2026, l’immunologo ha condiviso le sue osservazioni con Adnkronos Salute, sottolineando come l’entusiasmo per l’acqua frizzante non debba oscurare la complessità del microbiota intestinale e la vasta letteratura scientifica esistente. “La semplice affermazione che l’anidride carbonica possa migliorare il metabolismo è rischiosa”, ha affermato Minelli. Ha messo in evidenza che è fondamentale considerare i meccanismi biochimici che collegano la distensione gassosa alla salute intestinale, piuttosto che basarsi esclusivamente su risultati di singoli studi.

Minelli ha citato le preoccupazioni relative all’introduzione di gas esogeno nel corpo, evidenziando che ciò potrebbe aggravare condizioni come la sovracrescita batterica nel tenue, nota come SIBO. La pressione esercitata sulle pareti intestinali non è un fenomeno neutro e, in presenza di un microbiota squilibrato, può portare a una fermentazione e a un aumento della permeabilità intestinale, nota come “leaky gut“. Questi fattori possono alterare le giunzioni serrate della mucosa intestinale, causando ulteriori problemi di salute.

Le implicazioni ormonali dell’acqua frizzante

Un altro aspetto importante sollevato da Minelli riguarda la risposta ormonale. Secondo alcune evidenze scientifiche, come quelle pubblicate su “Obesity Research & Clinical Practice“, l’anidride carbonica potrebbe stimolare la secrezione di grelina, l’ormone che regola l’appetito. Questo potrebbe avere un effetto opposto rispetto a quello desiderato, potenzialmente ostacolando gli sforzi di perdita di peso nel lungo periodo.

Minelli suggerisce che, piuttosto che considerare l’acqua frizzante come un rimedio universale, potrebbe essere utile utilizzarla in modo mirato, soprattutto in soggetti con problemi di digestione o ipocloridria. In questi casi, una lieve stimolazione delle pareti dello stomaco potrebbe avviare il processo digestivo. Tuttavia, il suo uso generalizzato come “elisir di salute” potrebbe sottovalutare le problematiche legate alla distensione addominale, specialmente per coloro che soffrono di sindrome dell’intestino irritabile o di infiammazioni croniche.

Minelli ha chiuso la sua analisi con un avvertimento sul rischio di semplificare un argomento così complesso, invitando a una riflessione più attenta e informata sui reali effetti dell’acqua frizzante sulla salute.

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