Il 19 novembre 2025, durante gli Stati generali della Pediatria, il presidente della Società Italiana di Pediatria, Rino Agostiniani, ha lanciato un appello per ritardare l’introduzione degli smartphone tra i giovani. L’evento, che si è svolto al Senato, è stato organizzato in occasione della Giornata mondiale del bambino e dell’adolescente e ha visto la partecipazione del senatore Marco Meloni. Agostiniani ha affermato che “non prima dei 14 anni” dovrebbe avvenire l’accesso a questi dispositivi, sottolineando che ogni anno in più senza smartphone rappresenta un guadagno in termini di salute.
Rischi legati all’uso precoce degli smartphone
Rino Agostiniani ha presentato le preoccupazioni emerse da una revisione della letteratura scientifica degli ultimi dieci anni, evidenziando i rischi fisici associati all’uso precoce e prolungato degli smartphone. Tra le problematiche più gravi, l’aumento dell’obesità e del sovrappeso è stato attribuito alla sedentarietà e alla maggiore assunzione di cibo durante il tempo trascorso davanti agli schermi. Agostiniani ha messo in evidenza anche i disturbi del sonno, indicando che l’esposizione serale ai dispositivi compromette la qualità del riposo e riduce la durata delle ore di sonno.
Danni alla vista e miopia
Un altro aspetto critico sollevato dal presidente della Sip riguarda i danni alla vista. Secondo Agostiniani, l’uso prolungato dei dispositivi durante le prime fasi di sviluppo dell'<strong'occhio sta portando a un incremento significativo dei casi di miopia. Ha spiegato che esiste una relazione diretta tra il tempo trascorso all’aperto e l’incidenza di questo disturbo visivo: i bambini che trascorrono più tempo all’aria aperta hanno una probabilità molto inferiore di sviluppare miopia rispetto a quelli che passano molte ore davanti a uno schermo.
Investire nella salute dei giovani
Agostiniani ha concluso il suo intervento sottolineando che ritardare l’ingresso dello smartphone nella vita dei ragazzi è una scelta fondamentale per la prevenzione. Ha descritto questa decisione come un investimento concreto sulla salute presente e futura dei giovani, esortando genitori e educatori a riflettere sull’importanza di limitare l’uso di tali dispositivi. La sua posizione è chiara: un approccio prudente nell’introduzione della tecnologia può contribuire a garantire il benessere dei bambini e degli adolescenti.

