Ai, Anelli (Fnomceo): “Gli algoritmi non riescono a cogliere il dolore del paziente”

Il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, sottolinea l’importanza della relazione medico-paziente e il valore comunitario dell’atto medico durante un evento a Roma.

Il 11 settembre 2026, Filippo Anelli, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), ha partecipato a un evento significativo a Roma, dove è stato presentato il volume “Etica e atto medico. Riflessioni e proposte“, curato da Francesca Gambetti. Durante la presentazione, Anelli ha sottolineato l’importanza della relazione tra medico e paziente in un contesto in cui la tecnologia sta cambiando il panorama della medicina.

Il valore dell’atto medico

Durante il suo intervento, Anelli ha affermato che “l’atto medico, oltre alla dimensione clinica, possiede un valore relazionale, comunitario e democratico”. Questa affermazione evidenzia come la professione medica non si limiti unicamente alla diagnosi e al trattamento, ma si estenda a una dimensione più ampia che coinvolge la fiducia tra medico e paziente. La capacità di un medico di comprendere il disagio di una persona e le radici della malattia è un aspetto che non può essere replicato da algoritmi o macchine. La fiducia, secondo Anelli, è un elemento cruciale che consente di stabilire un legame autentico tra il professionista e il cittadino.

Definizione e identità della professione medica

Il presidente della Fnomceo ha anche discusso l’importanza di definire i confini e l’identità della professione medica in un’epoca di rapidi cambiamenti tecnologici e crisi globali. I testi presentati mirano a fornire una chiara comprensione del ruolo del medico, specialmente in un contesto sanitario sempre più complesso. Anelli ha dichiarato che “la definizione dell’atto medico consentirebbe ai cittadini di comprendere ancora meglio i loro bisogni”. In situazioni di malattia, il pensiero immediato di una persona è spesso rivolto al medico, evidenziando il ruolo centrale che questi professionisti svolgono nella vita delle persone.

Relazione medico-paziente e comunità

Anelli ha messo in evidenza che l’atto medico non è solo una questione individuale, ma ha anche una dimensione comunitaria. La salute è un bene collettivo e la sua tutela riguarda l’intera società. Inoltre, ha sottolineato che ogni cittadino deve avere il diritto di prendere decisioni informate sulla propria salute. Questa consapevolezza è fondamentale per garantire che le persone possano partecipare attivamente al proprio percorso di cura. La promessa del medico, ha affermato Anelli, è quella di utilizzare le proprie conoscenze per il bene della persona, creando così un legame di fiducia e responsabilità reciproca.

L’evento di Roma ha rappresentato un’importante occasione di riflessione per i professionisti del settore, in un momento in cui la medicina si trova ad affrontare sfide mai viste prima, dovute all’innovazione tecnologica e ai cambiamenti sociali.

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