Negli ultimi dieci anni, l’Italia ha registrato una diminuzione del 9% dei decessi per cancro, un dato significativo che evidenzia i progressi nella lotta contro questa malattia. Questo miglioramento è attribuibile a diversi fattori, tra cui campagne di prevenzione, maggiore adesione agli screening e innovazioni terapeutiche, come l’immunoncologia. Recentemente, l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha annunciato l’approvazione della rimborsabilità di pembrolizumab, un farmaco immunoterapico prodotto da Msd, per tre nuove indicazioni, che si aggiungono alle 25 già esistenti. Questa decisione segna un cambiamento importante nella pratica clinica per due neoplasie ginecologiche e il carcinoma uroteliale.
Nuove indicazioni per pembrolizumab
Il 2025 porta con sé un’evoluzione significativa nella terapia per il tumore della cervice uterina e il carcinoma dell’endometrio. Secondo Msd, il rischio di morte per il tumore della cervice uterina è stato ridotto del 43% nelle pazienti in stadio III-Iva, mentre nel carcinoma dell’endometrio il rischio di progressione della malattia è diminuito del 66%. In particolare, l’Aifa ha approvato l’uso di pembrolizumab in combinazione con chemioradioterapia per il trattamento del carcinoma della cervice uterina localmente avanzato. Domenica Lorusso, responsabile del centro di Ginecologia oncologica di Humanitas San Pio X, ha sottolineato che per la prima volta in 25 anni si assiste a un cambiamento nella pratica clinica, con un aumento statisticamente significativo della sopravvivenza globale grazie a questa combinazione terapeutica.
Impatto clinico e studi di riferimento
Un’importante evidenza clinica emerge dallo studio Keynote-A18, pubblicato su ‘The Lancet’, che ha dimostrato come l’associazione di pembrolizumab e chemioradioterapia riduca il rischio di morte del 33% rispetto alla sola chemioradioterapia. Il tasso di sopravvivenza globale a 36 mesi per le pazienti trattate con la combinazione è dell’82,6%, rispetto al 74,8% per quelle sottoposte a chemioradioterapia sola. Lorusso ha evidenziato che questo approccio potrebbe portare a una potenziale guarigione per un numero maggiore di pazienti, combinando i benefici a lungo termine dell’immunoterapia con l’efficacia immediata della chemioradioterapia.
Innovazioni nel trattamento del carcinoma dell’endometrio
Il carcinoma dell’endometrio, che nel 2024 ha registrato circa 8.650 nuove diagnosi in Italia, ha visto un cambiamento significativo con l’approvazione della rimborsabilità di pembrolizumab in associazione a chemioterapia per le pazienti con carcinoma endometriale primario avanzato o ricorrente con deficit del sistema di mismatch repair (dMmr). Nello studio Keynote-868, questa combinazione ha ridotto il rischio di progressione della malattia o di morte del 66% rispetto al trattamento standard. Lorusso ha sottolineato l’importanza della caratterizzazione molecolare per la scelta terapeutica, evidenziando come circa il 30% delle pazienti presenti un tumore con deficit di riparazione dei mismatch.
Progressi nel carcinoma uroteliale non resecabile
Anche il trattamento del carcinoma uroteliale non resecabile o metastatico ha subito una trasformazione grazie all’approvazione di pembrolizumab in associazione a enfortumab vedotin. Secondo lo studio Keynote-A39, pubblicato sul ‘New England Journal of Medicine’, questa nuova combinazione ha dimostrato un significativo miglioramento della sopravvivenza rispetto alla chemioterapia tradizionale. A un follow-up mediano di 29,1 mesi, l’associazione ha ridotto il rischio di morte del 49%, con una sopravvivenza globale mediana più che raddoppiata rispetto alla chemioterapia. Roberto Iacovelli, professore associato di Oncologia medica, ha evidenziato come questa nuova terapia rappresenti una vera rivoluzione nel trattamento del carcinoma uroteliale.
L’approvazione da parte di Aifa di queste nuove indicazioni per pembrolizumab rappresenta un passo avanti significativo nella lotta contro il cancro, aprendo nuove opportunità terapeutiche per i pazienti e cambiando radicalmente la pratica clinica attuale.
