Aiom: in Italia si registra un calo del 57% degli studi indipendenti in 15 anni

Gli oncologi italiani chiedono maggiore sostegno per la ricerca clinica indipendente, evidenziando il calo preoccupante degli studi no profit e l’importanza di nuove figure professionali.

Al 27esimo Congresso Nazionale Aiom, che si svolge a Roma, gli oncologi italiani hanno lanciato un appello per rafforzare i lavori no profit in ambito oncologico. La richiesta è chiara: le sperimentazioni cliniche indipendenti, che hanno dimostrato di poter rivoluzionare la cura del cancro, necessitano di un maggiore sostegno finanziario e di risorse umane.

Un calo preoccupante negli studi clinici no profit

Negli ultimi quindici anni, dal 2009 al 2023, il numero di studi clinici no profit in Italia ha subito un drastico calo, scendendo dal 40,3% al 17,3% del totale delle sperimentazioni. Questo trend preoccupante evidenzia una crisi nella ricerca clinica indipendente, con l’oncologia che gioca un ruolo centrale. Gli specialisti sottolineano la necessità di creare figure professionali fondamentali, come i coordinatori di ricerca clinica e i biostatistici, e di semplificare le procedure burocratiche che ostacolano l’avvio delle ricerche. Durante il congresso, gli oncologi hanno evidenziato quanto sia urgente un cambio di rotta per rilanciare la ricerca indipendente.

Dati significativi sulla ricerca oncologica

Francesco Perrone, presidente di Aiom, ha fornito dati significativi: nel 2023, in Italia sono state autorizzate 611 sperimentazioni cliniche, di cui 212 (pari al 34,7%) riguardavano i tumori. Sebbene gli studi indipendenti siano aumentati, passando da 98 a 106, Perrone avverte che non è sufficiente. Il finanziamento per la ricerca oncologica è storicamente insufficiente nel Paese, posizionando l’Italia tra gli ultimi posti in Europa per quanto riguarda il sostegno pubblico. È fondamentale implementare un piano nazionale che contempli anche un incremento del personale dedicato.

Nuovi modelli di pianificazione e gestione

Perrone ha anche evidenziato l’importanza di esplorare nuovi modelli di pianificazione e gestione degli studi clinici, sfruttando le opportunità offerte dalle tecnologie digitali. La crescente complessità nella gestione dei trial richiede competenze multidisciplinari e la presenza di diverse figure professionali. In particolare, i coordinatori di ricerca clinica, responsabili della gestione dei dati, sono essenziali. Tuttavia, un vuoto normativo limita la loro integrazione nei team di ricerca, costringendoli a lavorare con contratti precari. Questo ha portato a una fuga di talenti verso le aziende farmaceutiche e le organizzazioni di ricerca.

Proiezioni e importanza della ricerca clinica indipendente

Le proiezioni per il 2024 stimano circa 390.100 nuove diagnosi di cancro in Italia. I tumori che attraggono il maggior numero di sperimentazioni includono quelli gastrointestinali, mammari, toracici, urologici e ginecologici. Michele Reni, direttore di oncologia medica all’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, ha citato lo studio Cassandra, finanziato da cinque associazioni di pazienti, come esempio del valore della ricerca clinica indipendente. Questo studio ha coinvolto 17 centri italiani e 260 pazienti affetti da adenocarcinoma duttale del pancreas. I risultati hanno mostrato che i pazienti trattati con una nuova combinazione di farmaci hanno avuto una sopravvivenza significativamente migliore rispetto a quelli sottoposti al trattamento standard.

Il ruolo delle associazioni di pazienti

Flori Degrassi, presidente di ANDOS (Associazione Nazionale Donne Operate al Seno), ha sottolineato il ruolo cruciale delle associazioni di pazienti nella ricerca clinica. Queste organizzazioni possono facilitare il reclutamento dei pazienti per le sperimentazioni, contribuendo alla disponibilità di terapie innovative. Degrassi ha anche suggerito che i risultati degli studi indipendenti dovrebbero influenzare la valutazione del lavoro dei direttori generali delle ASL.

Domande irrisolte nella pratica clinica quotidiana

Giuseppe Procopio, presidente eletto della Ficog (Federation of Italian Cooperative Oncology Groups), ha evidenziato che, dopo gli studi registrativi sui nuovi farmaci, rimangono molte domande irrisolte riguardo all’ottimizzazione delle terapie nella pratica clinica quotidiana. Gli studi no profit si concentrano su bisogni non soddisfatti e sulla valutazione dell’efficacia e della sicurezza dei trattamenti in una popolazione più ampia.

Richiesta di supporto da parte di AIFA

Infine, Perrone ha chiesto un maggiore supporto da parte di AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, sia in termini di finanziamento che di supporto regolatorio per facilitare la realizzazione degli studi indipendenti. Dal 2005 al 2023, AIFA ha stanziato circa 160 milioni di euro per studi indipendenti, finanziando quasi 300 studi clinici. Recentemente, sono stati assegnati bandi per la ricerca indipendente su tumori significativi, con un finanziamento totale di 7,5 milioni di euro. È essenziale continuare a promuovere ulteriori bandi per sostenere la ricerca no profit, che può migliorare la pratica clinica e aumentare la conoscenza sui nuovi farmaci.

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