Algoretica in sanità: l’impatto dell’IA sulle cure e i potenziali rischi

Il convegno “Algoretica e sanità” esplora le implicazioni etiche dell’intelligenza artificiale nella medicina, sottolineando l’importanza della relazione umano-paziente e delle normative adeguate.

Il 17 novembre 2025, il Senato della Repubblica Italiana ha ospitato un importante convegno intitolato “Algoretica e sanità – l’IA nella relazione di cura”, organizzato dalla senatrice Beatrice Lorenzin. L’evento ha visto la partecipazione di accademici, medici, bioeticisti e giuristi, riuniti per discutere le implicazioni etiche legate all’uso dell’intelligenza artificiale (IA) in ambito medico. Durante il convegno, i relatori hanno affrontato i conflitti potenziali tra algoritmi, programmazione sanitaria e la fondamentale relazione di cura tra medico e paziente.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale nella salute

La senatrice Lorenzin ha aperto il dibattito sottolineando l’importanza di un approccio etico all’intelligenza artificiale, che vada oltre il semplice aspetto scientifico. Secondo Lorenzin, è fondamentale considerare come l’IA possa influenzare la qualità delle cure e la programmazione sanitaria, ponendo domande cruciali su come garantire l’efficacia degli strumenti digitali. La relazione di cura, ha affermato, deve rimanere al centro dell’attenzione, evidenziando che il medico deve sempre avere un ruolo decisionale nelle scelte terapeutiche. Un algoritmo, ha avvertito, non deve sostituire il giudizio umano, specialmente quando si tratta di decisioni delicate come l’ammissione di pazienti a trial clinici.

Le sfide etiche e professionali

Durante il convegno, Antonella Polimeni, rettrice dell’Università Sapienza di Roma, ha messo in evidenza le sfide etiche legate all’uso crescente della tecnologia in medicina. Polimeni ha avvertito che l’accesso alle competenze digitali è fondamentale per evitare che alcune categorie di pazienti vengano escluse dai benefici dell’IA. Ha sottolineato l’importanza di formare i futuri medici affinché possano governare la tecnologia piuttosto che esserne governati. L’educazione deve quindi integrare competenze digitali e conoscenze etiche per affrontare le nuove sfide del settore sanitario.

Il valore delle nuove tecnologie in sanità

Fabrizio d’Alba, presidente di Federsanità e direttore generale del Policlinico Umberto I di Roma, ha discusso l’impatto delle nuove tecnologie, in particolare della robotica, nel sistema sanitario. Ha evidenziato che ogni innovazione tecnologica comporta costi e benefici, e che è essenziale valutare se tali investimenti migliorano realmente la qualità delle cure. D’Alba ha inoltre messo in guardia sui rischi legati all’IA, sottolineando la necessità di un approccio valutativo e critico rispetto all’integrazione della tecnologia nel settore sanitario.

Normative e regolamentazioni in evoluzione

Oreste Pollicino, professore di diritto della regolamentazione dell’IA all’Università Bocconi di Milano, ha partecipato al convegno in videocollegamento, esprimendo preoccupazioni riguardo alla normativa europea sull’intelligenza artificiale. Pollicino ha affermato che, sebbene la sanità sia un settore ad alto rischio, le normative attuali non proteggono adeguatamente i diritti dei pazienti. Ha richiamato l’attenzione sull’articolo 32 della Costituzione italiana, che sottolinea l’importanza del dialogo e dell’ascolto nella cura, suggerendo che le leggi dovrebbero riflettere questi principi.

Verso un futuro etico nella tecnologia

Lucio Romano, del Centro interuniversitario di ricerca Bioetica, ha concluso l’incontro evidenziando la necessità di un approccio interdisciplinare per affrontare le sfide poste dall’IA. Ha sottolineato che l’innovazione tecnologica deve essere orientata allo sviluppo umano, mantenendo sempre al centro l’aspetto umano nell’applicazione dell’intelligenza artificiale. La cooperazione tra le diverse competenze, scientifiche e umane, sarà cruciale per garantire che la tecnologia serva realmente il benessere dei cittadini e non comprometta i valori fondamentali della cura.

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