Alimentazione: italiani e lombardi si considerano attenti a tavola, ma la verità è un’altra

Il sondaggio dell’Osservatorio Metropolitano di Milano rivela l’ottimismo degli italiani riguardo all’alimentazione sana, ma evidenzia anche preoccupanti dati clinici su obesità e malattie correlate.

Il ritratto della virtù a tavola emerge con forza dal recente sondaggio condotto dall’Osservatorio Metropolitano di Milano, in collaborazione con il noto sondaggista Renato Mannheimer, i cui risultati sono stati presentati il 15 marzo 2025 in Regione Lombardia. Gli italiani, e in particolare i lombardi, mostrano un atteggiamento ottimista riguardo alle proprie abitudini alimentari. Infatti, l’87% della popolazione nazionale si considera attenta alla salute, una percentuale che raggiunge il 90% in Lombardia. Quasi la metà degli intervistati (54% a livello nazionale e 57% in Lombardia) sostiene di seguire un’alimentazione “equilibrata”. Inoltre, un terzo degli italiani (33%) e dei lombardi (34%) afferma di mangiare “tanto ma non troppo”, mentre solo una minima parte ammette di mangiare “troppo” (7% in Italia e 4% in Lombardia) o “poco” (6% in Italia e 5% in Lombardia). Un dato significativo è che l’87% degli intervistati si considera abbastanza o molto attento a ciò che mangia, con il 42% dei lombardi che si dichiara “molto attento”, superando il 37% a livello nazionale.

Preferenze alimentari e tendenze salutistiche

Le abitudini alimentari degli italiani, come evidenziato nel sondaggio, rivelano un forte interesse per prodotti sani e sostenibili. Il 70% degli intervistati esprime preferenza per alimenti privi di conservanti, mentre il 69% opta per prodotti a km 0. Inoltre, il 52% a livello nazionale e il 50% in Lombardia scelgono alimenti biologici. Gli italiani mostrano una crescente attenzione verso cibi freschi, tracciabili e di origine italiana, con una maggiore propensione a leggere le etichette e a investire di più in alimenti di qualità rispetto al passato. Si nota anche una tendenza a ridurre il consumo di proteine animali (27%) e ad abbracciare ricette tradizionali italiane (40%), con il 59% degli intervistati che prepara i pasti in casa. Carla De Albertis, responsabile Sociale e Cultura dell’Osservatorio Metropolitano, ha sottolineato che questa ricerca riflette la percezione degli individui sulla propria alimentazione e, confrontandola con i dati clinici, permette di identificare le discrepanze e i punti critici su cui è necessario intervenire con campagne di educazione alimentare. Il campione del sondaggio, composto da 3.000 soggetti, di cui 509 residenti in Lombardia, ha mostrato una sostanziale uniformità tra i dati nazionali e quelli regionali.

Le realtà cliniche e le malattie correlate

Tuttavia, i dati clinici offrono un quadro allarmante. Costanza Alvisi, direttore della Struttura complessa di Endoscopia digestiva dell’Asst di Pavia, ha evidenziato che nel 2023 in Italia si sono registrate 395.000 nuove diagnosi di tumore, di cui 50.500 al colon. Un’alimentazione inadeguata è una delle principali cause di malattie come diabete, obesità, malattie cardiovascolari e tumori, in particolare del colon-retto, che rappresenta la seconda causa di morte oncologica nel Paese. Circa il 40% dei tumori è prevenibile attraverso la correzione di stili di vita errati, che includono una dieta poco equilibrata, sovrappeso, consumo di alcol, fumo e sedentarietà. Anche la malattia da reflusso gastroesofageo, spesso associata a cattive abitudini alimentari, colpisce il 25% degli adulti. È fondamentale considerare il ruolo del microbiota intestinale, il quale è fortemente influenzato dall’alimentazione e può incidere sul rischio di obesità e infiammazioni croniche.

Obesità infantile e stili di vita in Lombardia

La questione dell’obesità infantile si presenta come un’ombra sul quadro positivo delle abitudini alimentari. Evelina Flachi, biologa e presidente della Fondazione Fei (Food Education Italy), ha sottolineato che, nonostante la Lombardia sia tra le regioni più virtuose, il 40% degli adulti risulta in sovrappeso o obeso, con una prevalenza maggiore tra gli uomini (52%) rispetto alle donne (34%). Tra i bambini, si osserva un aumento dell’obesità, mentre il sovrappeso diminuisce e migliora l’attività fisica rispetto alla media nazionale. Circa 700.000 lombardi convivono con il diabete, una patologia strettamente correlata all’eccesso di peso. Flachi ha avvertito che molte delle malattie legate a una cattiva alimentazione derivano da una scorretta interpretazione della dieta mediterranea, che deve essere vista come un’opportunità di conoscenza dei nutrienti, piuttosto che come un sacrificio.

Interventi istituzionali e supporto sociale

Elena Lucchini, assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità della Regione Lombardia, ha dichiarato che l’obiettivo è favorire percorsi virtuosi che promuovano una sana alimentazione e il valore della condivisione del cibo. Le farmacie possono svolgere un ruolo cruciale nella prevenzione, come ha ricordato Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia, che ha evidenziato come ogni giorno le farmacie accolgano oltre 800.000 cittadini, offrendo servizi che vanno oltre la semplice dispensazione di farmaci. La promozione di una sana alimentazione e stili di vita corretti è parte integrante della loro missione, poiché il benessere deriva dall’equilibrio tra nutrizione, attività fisica e attenzione alla salute. Infine, Rosaria Iardino, presidente della Fondazione The Bridge, ha messo in luce come le problematiche legate all’alimentazione scorretta colpiscano maggiormente le fasce più fragili ed economicamente svantaggiate, richiedendo interventi concreti da parte delle istituzioni.

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