Allerta a Bundibugyo: il ministero avvia sorveglianza per rientri da Congo e Uganda

Il Ministero della Salute attiva la sorveglianza sanitaria per operatori rientranti da zone colpite dal virus Bundibugyo, in seguito all’emergenza dichiarata dall’OMS.

Il Ministero della Salute italiano ha recentemente emesso una circolare che stabilisce l’attivazione della sorveglianza sanitaria per tutti gli operatori, sanitari e non, che rientrano in Italia dopo aver svolto attività nelle zone colpite dall’epidemia di virus Bundibugyo, una variante dell’Ebola. Questa misura è stata adottata in seguito alla dichiarazione di emergenza internazionale da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, avvenuta il 16 maggio 2025. Il provvedimento, firmato dal Direttore Generale della Prevenzione, Sergio Iavicoli, e dal Capo Dipartimento, Maria Rosaria Campitiello, si concentra in particolare sulla provincia di Ituri, nella Repubblica Democratica del Congo, epicentro del focolaio, e sull’Uganda, dove sono stati registrati casi importati.

Obblighi per le organizzazioni

La circolare stabilisce che le organizzazioni, sia governative che non, che impiegano personale nelle aree interessate devono comunicare al Ministero della Salute, almeno 48 ore prima del rientro, i dettagli dell’operatore, l’itinerario di viaggio e le modalità di ingresso in Italia. È richiesta, inoltre, una dichiarazione firmata dal legale rappresentante o dal responsabile del progetto, attestante l’assenza di sintomi al momento della partenza e la mancata esposizione a casi probabili o confermati di virus Bundibugyo nei 21 giorni precedenti. Gli operatori dovranno portare con sé una scheda anamnestica cartacea da aggiornare durante il viaggio, includendo eventuali misurazioni della temperatura corporea effettuate durante le soste.

La circolare specifica che, nel caso in cui si manifestino sintomi compatibili con l’Ebola durante il volo, come febbre, vomito, debolezza o sanguinamenti, è necessario segnalarli immediatamente al personale di bordo. In tali circostanze, l’atterraggio sarà consentito solo negli aeroporti sanitari di Roma Fiumicino o Milano Malpensa, dove verranno attivate le procedure previste dagli Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera (USMAF). Le compagnie aeree sono tenute a segnalare tempestivamente ogni situazione sospetta agli USMAF, in conformità con la circolare ENAC del 21 settembre 2012, e a raccogliere i Passenger Locator Form (PLF) dei passeggeri per facilitare il tracciamento dei contatti.

Procedure all’arrivo in Italia

All’arrivo in Italia, gli operatori asintomatici dovranno attendere al gate l’arrivo del personale USMAF per il controllo della scheda anamnestica e la misurazione della temperatura corporea. Se non ci sono criticità, la documentazione sarà inviata alle autorità sanitarie competenti per l’avvio della sorveglianza sanitaria. Tuttavia, nel caso di febbre o altri sintomi, verranno attivate le procedure previste dall’ordinanza USMAF, compreso il tracciamento immediato dei contatti. Per i rientri effettuati con mezzi diversi dall’aereo, come treni, autobus o auto private, sarà la ASL competente a contattare l’operatore per una valutazione clinica e eventuali controlli sanitari.

Informazioni sul virus Bundibugyo

Il Ministero della Salute ha chiarito che la malattia da virus Bundibugyo (BVD) è una forma grave e spesso fatale di Ebola, causata dal virus Bundibugyo, una delle specie di Orthoebolavirus. Si tratta di una zoonosi, con i pipistrelli della frutta considerati serbatoi naturali del virus. L’infezione negli esseri umani avviene attraverso il contatto diretto con il sangue o le secrezioni di animali selvatici infetti, come pipistrelli o primati non umani. La trasmissione avviene poi da persona a persona attraverso il contatto con fluidi corporei di individui infetti o superfici contaminate.

La circolare ministeriale sottolinea che la trasmissione è amplificata negli ambienti sanitari quando le misure di prevenzione e controllo delle infezioni (IPC) sono inadeguate e durante pratiche di sepoltura non sicure. Il periodo di incubazione della BVD varia da 2 a 21 giorni, e gli individui non sono contagiosi fino alla comparsa dei sintomi. I sintomi iniziali, che possono complicare la diagnosi clinica, includono febbre, affaticamento, dolori muscolari, mal di testa e mal di gola, che possono evolvere in disturbi gastrointestinali e manifestazioni emorragiche. I tassi di letalità nelle ultime epidemie di BVD, segnalate in Uganda e nella RDC nel 2007 e nel 2012, sono stati compresi tra il 30% e il 50%. Attualmente, non esistono vaccini approvati o trattamenti specifici per la BVD, rendendo fondamentale la rapida identificazione dei casi e il coinvolgimento attivo della comunità.

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