Allerta per il consumo di spritz a colazione: effetti negativi sugli studenti

Il consumo di alcol tra i giovani in Italia cresce preoccupantemente, con 1,2 milioni a rischio nel 2025 e necessità di interventi urgenti per prevenire dipendenze e malattie.

In Italia, il fenomeno del consumo di alcol tra i giovani sta assumendo proporzioni preoccupanti. Secondo l’Osservatorio sugli stili di vita, nel 2025 si stima che circa 1,2 milioni di giovani tra gli 11 e i 24 anni siano considerati consumatori a rischio, con una percentuale significativa di minorenni coinvolti. Questi dati, resi noti il 13 febbraio 2026, evidenziano un trend allarmante che merita un’attenta analisi.

Il consumo di superalcolici tra i giovani

Recenti ricerche hanno rivelato che molti studenti universitari iniziano la loro giornata con drink alcolici, in particolare superalcolici, già dalle 9.30 del mattino. Questa pratica, che si sta diffondendo tra i ragazzi e le ragazze di circa vent’anni, è diventata una consuetudine prima delle lezioni o durante le pause. Il cocktail più richiesto in questa fascia oraria è lo spritz, noto per il suo alto contenuto alcolico, il cui consumo spesso non si limita a un solo bicchiere.

L’Osservatorio Mohre mette in evidenza come questo comportamento possa avere effetti devastanti sulle capacità cognitive degli studenti, compromettendo attenzione e rendimento scolastico. Johann Rossi Mason, direttrice dell’Osservatorio, ha sottolineato che il consumo regolare di alcol in giovane età aumenta notevolmente il rischio di sviluppare dipendenze e malattie correlate all’alcol, con conseguenze anche sul lungo termine, come il rischio di cancro. È particolarmente preoccupante l’impatto dell’alcol su un cervello in fase di sviluppo, che completa la sua maturazione intorno ai 25 anni.

Le conseguenze del consumo di alcol

Emanuele Scafato, consulente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e membro dell’Advisory Board della Società Italiana di Alcologia, ha evidenziato come la mancanza di interventi efficaci da parte delle istituzioni abbia portato alla normalizzazione di comportamenti sempre più rischiosi legati al consumo di alcol tra i giovani. Scafato ha descritto questa situazione come una dimostrazione del fallimento delle politiche di prevenzione, evidenziando che le agenzie educative, come la famiglia e la scuola, spesso contribuiscono involontariamente a questa problematica.

In Italia, si stima che ci siano circa 780.000 consumatori dannosi di alcol, di cui solo 68.000 riescono a ricevere un trattamento adeguato. Questo lascia il 93% dei giovani a rischio senza supporto. La ricerca dell’alcol al mattino è un chiaro sintomo di dipendenza, e il fenomeno richiede un’attenzione immediata da parte della società.

Strategie di prevenzione e intervento

Fabio Beatrice, direttore scientifico del Mohre, ha proposto un approccio scientifico per affrontare questa crisi, suggerendo strategie graduali e informazione corretta sui rischi del consumo di alcol. È fondamentale promuovere alternative sociali che non prevedano l’assunzione di alcol e fornire supporto psicologico per aiutare i giovani a comprendere le motivazioni dietro il loro bisogno di disinibizione.

Gli esperti hanno sottolineato l’urgenza di interventi su più fronti, tra cui la lotta contro le informazioni fuorvianti che promuovono l’idea che bere faccia bene. È necessario implementare campagne di sensibilizzazione nelle scuole e nelle università, limitare il marketing aggressivo e pervasivo, e migliorare la formazione degli operatori sanitari e dei gestori dei locali. Solo attraverso un impegno collettivo sarà possibile affrontare questa problematica e proteggere la salute dei giovani, evitando che il consumo di alcol diventi una prassi sociale accettata con conseguenze irreversibili.

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