Allerta salute: il 70% delle donne perde la vita per malattie cardiovascolari

La salute cardiovascolare femminile in Italia: un nuovo corso universitario per formare medici consapevoli delle specificità e delle necessità delle donne nel trattamento delle malattie cardiache.

Il tema della salute cardiovascolare femminile sta emergendo con sempre maggiore urgenza, soprattutto in Italia, dove nel 2026 oltre 124.000 donne perdono la vita a causa di malattie del cuore. Il tasso di mortalità per le donne nella fascia di età tra i 35 e i 74 anni continua a crescere, un fenomeno riscontrabile in tutti i Paesi ad alto reddito. La cardiopatia ischemica, che rappresenta la principale causa di infarto, colpisce una donna su nove tra i 45 e i 64 anni e una su tre oltre i 65 anni. In risposta a questa situazione critica, il Centro Cardiologico Monzino IRCCS di Milano, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, ha istituito il primo Corso Universitario in Italia dedicato alla Medicina di Genere nelle Malattie Cardiovascolari. Questo corso è rivolto agli studenti del quinto e sesto anno della Facoltà di Medicina e Chirurgia, con l’intento di sensibilizzare le nuove generazioni di medici sull’importanza di affrontare la salute del cuore delle donne.

La fragilità del cuore femminile

Daniela Trabattoni, responsabile dell’Unità di Cardiologia e direttrice del Monzino Women Heart Center, evidenzia un paradosso significativo: la medicina possiede già gli strumenti necessari per combattere l’epidemia delle malattie cardiovascolari femminili, ma questi non vengono utilizzati. Le donne, rispetto agli uomini, hanno meno accesso a indagini di screening per il controllo lipidico e ricevono una minore prescrizione di farmaci ipolipemizzanti, antiaggreganti, beta-bloccanti ed eparina durante gli eventi acuti. Queste disparità evidenziano non solo una mancanza di attenzione nella diagnosi e nel trattamento, ma anche una carenza di ricerca specifica sulla disfunzione endoteliale e microvascolare nelle donne, che rimane un campo in gran parte inesplorato.

Un corso dedicato alla cardiologia femminile

Il nuovo corso universitario ha l’obiettivo di fornire agli studenti una comprensione approfondita delle differenze di sesso e genere nella fisiopatologia, nella presentazione clinica, nella diagnosi, nel trattamento e nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Saranno affrontati anche i bias diagnostico-terapeutici e le loro implicazioni nella pratica clinica quotidiana. Trabattoni sottolinea che la consapevolezza delle donne riguardo alle possibilità di prevenzione è fondamentale per migliorare la cardiologia di genere. Si stima che fino al 70% delle donne che muoiono per malattie cardiovascolari potrebbe essere salvato attraverso una prevenzione personalizzata.

Obiettivi futuri e necessità di cambiamento

Il corso si propone di sensibilizzare le donne e di stimolare una domanda di cure specifiche che possa essere adeguatamente soddisfatta dai medici. La creazione di una nuova generazione di cardiologi, formati per affrontare le peculiarità della salute cardiovascolare femminile, rappresenta un passo fondamentale. Trabattoni conclude esprimendo la speranza che questo modello formativo venga adottato rapidamente da altre università italiane, per contribuire a una maggiore attenzione verso la salute del cuore delle donne e per ridurre il numero di decessi legati a malattie cardiovascolari nel Paese.

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