Apnea ostruttiva del sonno: aumento dei rischi cardiaci e sintomi da conoscere

L’obesità aumenta il rischio di apnea ostruttiva del sonno e complicazioni cardiovascolari, evidenziando l’importanza di diagnosi precoce e gestione efficace, come discusso al congresso di Istanbul.

La prevalenza dell’obesità e del sovrappeso tra le persone affette da apnea ostruttiva del sonno (Osa) è allarmante, oscillando tra il 40% e il 70%. Chi soffre di obesità ha una probabilità significativamente più alta di affrontare forme più gravi di questo disturbo. Secondo un recente studio, la correlazione tra Osa, mortalità e eventi cardiovascolari è stata confermata, evidenziando la gravità di questa condizione. La ricerca verrà presentata al Congresso europeo sull’obesità, che si svolgerà a Istanbul, in Turchia, dal 12 al 15 maggio 2026.

Il legame tra apnea ostruttiva del sonno e salute cardiovascolare

L’apnea ostruttiva del sonno è caratterizzata da ostruzioni ricorrenti delle vie aeree superiori durante il sonno. Questo fenomeno non solo compromette la qualità del sonno, ma ha anche ripercussioni sulla salute cardiovascolare. Le persone con Osa manifestano un rischio maggiore del 71% di subire eventi cardiovascolari o di morire per qualsiasi causa rispetto a chi non è affetto da questa condizione. Questo studio, realizzato in collaborazione tra l’Imperial College Health Partners e l’Imperial College Healthcare NHS Trust di Londra, con il supporto di Eli Lilly and Company, ha analizzato i dati di 2,9 milioni di persone nel nord-ovest di Londra.

I ricercatori hanno utilizzato cartelle cliniche elettroniche per esaminare gli adulti diagnosticati con Osa, confrontandoli con un gruppo di controllo. Le statistiche mostrano che il 57,2% delle persone con Osa convive con l’obesità, un dato simile a quello del gruppo di controllo. Tuttavia, la gravità della condizione si traduce in un utilizzo maggiore delle risorse sanitarie, con un numero maggiore di visite di assistenza primaria e ricoveri ospedalieri.

Le implicazioni dell’obesità sull’apnea ostruttiva del sonno

La ricerca ha rivelato che la perdita di peso può ridurre la gravità dell’Osa e, in alcuni casi, portare alla remissione della condizione. Nonostante l’esistenza di terapie efficaci, come i dispositivi CPAP (pressione positiva continua delle vie aeree), l’Osa rimane spesso sottodiagnosticata. Le implicazioni di questa condizione non si limitano solo alla salute fisica, ma si estendono anche al benessere psicologico, con un’incidenza più alta di disturbi come ansia e depressione tra i soggetti affetti.

Il nuovo studio ha anche esaminato le comorbilità associate, come il diabete e l’osteoartrite, evidenziando un aumento significativo di queste patologie tra le persone con Osa. I dati raccolti indicano che, entro quattro anni dalla diagnosi, il 26,3% delle persone con Osa ha subito eventi cardiovascolari o è deceduto, rispetto al 17,5% del gruppo di controllo.

La diagnosi precoce è fondamentale

Heather Fitzke, coautrice dello studio, sottolinea l’importanza di una gestione efficace dell’obesità e di uno screening tempestivo per l’Osa. Le sue osservazioni evidenziano che questo studio rappresenta uno dei più ampi lavori di ricerca sull’apnea ostruttiva del sonno condotti al di fuori degli Stati Uniti. La necessità di affrontare il problema dell’obesità è cruciale per migliorare la qualità della vita delle persone colpite e ridurre il rischio di complicazioni gravi.

Il congresso di Istanbul si preannuncia come un’importante occasione per approfondire queste tematiche e discutere delle strategie da adottare per migliorare la salute delle persone affette da Osa e obesità.

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