Apolone (Int): “Supportare i pazienti oncologici renali nel loro percorso terapeutico”

Giovanni Apolone discute l’importanza del case manager nella gestione del tumore del rene al documentario “Il filo di Arianna” alla Mostra del Cinema di Venezia.

Il 11 settembre 2026, Giovanni Apolone, direttore scientifico dell’IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano, ha condiviso importanti riflessioni sulla gestione del tumore del rene durante la presentazione del documentario “Il filo di Arianna” alla Mostra del Cinema di Venezia, parte della rassegna “Venezia26” organizzata da Giffoni Innovation Hub. La pellicola, realizzata da Donatella Romani e Roberto Amato e prodotta da Telomero Produzioni, ha ricevuto il patrocinio dell’Associazione Nazionale Tumore del Rene (ANTURE) e il supporto non condizionante di Ipsen. Il film raccoglie le testimonianze di pazienti, caregiver e medici che affrontano quotidianamente questa malattia.

Il ruolo del case manager e case navigator

Durante l’evento, Apolone ha sottolineato l’importanza di implementare modelli di assistenza già presenti in altri Paesi, dove professionisti come il case manager e il case navigator affiancano i medici oncologi e i medici di medicina generale. Queste figure professionali, dotate di specifiche competenze e formazione, hanno il compito di guidare i pazienti attraverso le complessità del sistema sanitario, facilitando le interazioni e il percorso di cura. Apolone ha affermato: “Siamo stati in grado di aumentare la sopravvivenza nel tumore del rene, che ora spesso diventa cronico, oltre a poter guarire. Credo sia un aspetto su cui dobbiamo lavorare molto”.

Il case manager e il case navigator non solo forniscono supporto emotivo, ma si occupano anche di aspetti pratici, accompagnando i pazienti nelle varie fasi del trattamento. Questo approccio olistico potrebbe contribuire a migliorare l’esperienza del paziente all’interno del sistema sanitario, riducendo l’ansia e aumentando la sicurezza nel percorso di cura.

Esperienza personale di Apolone

Giovanni Apolone ha condiviso la sua esperienza personale con il tumore del rene, rivelando che circa 14 anni fa ha ricevuto una diagnosi occasionale. Dopo aver subito un intervento chirurgico e diverse terapie, ha affrontato la chemioterapia per otto anni. Apolone ha descritto la sua condizione di medico e paziente come “privilegiata”, avendo accesso alle migliori opzioni di cura grazie alla sua posizione. Tuttavia, questa esperienza lo ha portato a riflettere sulla necessità di adattare i protocolli terapeutici per migliorare l’assistenza ai pazienti.

“Essere un medico malato e un paziente esperto mi ha fatto comprendere la necessità di modificare, in parte, i nostri percorsi e protocolli terapeutici”, ha dichiarato Apolone. La sua testimonianza evidenzia l’importanza di rendere il sistema sanitario più accessibile e comprensibile per i pazienti, affinché possano affrontare il loro percorso di cura con maggiore sicurezza.

Le sue parole pongono l’accento sulla necessità di un cambiamento nella cultura della cura, dove il supporto e la guida professionale diventano elementi fondamentali per il benessere dei pazienti oncologici.

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