Il 21 aprile 2026, presso Milano, si è tenuto un incontro stampa organizzato da Amgen sul tema dell’importanza dell’attività fisica nel percorso oncologico. Durante l’evento, Alice Avancini, ricercatrice e chinesiologa del Dipartimento di Neuroscienze Biomedicina e Movimento dell’Università di Verona, ha presentato il progetto Be Active Lab. Questa piattaforma digitale è stata sviluppata in collaborazione con un team multidisciplinare di esperti, tra cui oncologi, ematologi e medici dello sport, per fornire supporto ai pazienti attraverso programmi di esercizio personalizzati.
Attività fisica adattata: un intervento personalizzato
La dottoressa Avancini ha spiegato che l’attività fisica adattata rappresenta un approccio su misura per ogni paziente, tenendo conto della sua storia clinica, delle capacità fisiche e delle preferenze personali. Questo metodo si basa su una valutazione funzionale approfondita, che mira a identificare le barriere e gli obiettivi da raggiungere. “Creare un programma di esercizio personalizzato è fondamentale per massimizzare i benefici e favorire la motivazione del paziente”, ha affermato Avancini. La chiave del successo di questo intervento è l’adattamento alle specifiche esigenze di ciascun individuo, garantendo così un percorso efficace e sostenibile.
I benefici dell’attività fisica per i pazienti oncologici
Durante la conferenza, sono stati presentati dati significativi riguardo ai vantaggi dell’attività fisica per i pazienti oncologici. La ricercatrice ha sottolineato che l’esercizio fisico non solo migliora la condizione fisica, ma rappresenta anche un fattore prognostico importante. “I pazienti che partecipano a programmi di attività fisica mostrano una maggiore tolleranza ai trattamenti e minori effetti collaterali“, ha dichiarato. Un esempio citato è la riduzione della fatica e della neuropatia periferica, sintomi comuni tra i pazienti in terapia.
Inoltre, l’intervento fisico ha mostrato effetti positivi anche sul benessere psicologico, contribuendo a una diminuzione dei sintomi di ansia e depressione fino al 40%. “Questi risultati evidenziano l’importanza di un approccio integrato che consideri sia gli aspetti fisici che quelli emotivi del trattamento oncologico“, ha aggiunto Avancini.
Be Active Lab: un passo avanti nella telemedicina
Il progetto Be Active Lab si propone di rivoluzionare il modo in cui i pazienti accedono ai programmi di esercizio fisico. Grazie alla telemedicina, i pazienti possono ricevere supporto direttamente a casa, senza compromettere la personalizzazione dell’approccio. “Questo rappresenta un grande passo avanti nel fornire interventi di esercizio fisico su misura, permettendo di raggiungere un numero maggiore di pazienti”, ha concluso Avancini.
Il progetto, quindi, non solo migliora la qualità della vita dei pazienti oncologici, ma promuove anche una maggiore consapevolezza sull’importanza dell’attività fisica nel processo di cura. La combinazione di tecnologia e personalizzazione potrebbe segnare un cambiamento significativo nel supporto ai pazienti durante il loro percorso di guarigione.
