Bambina nata da procreazione medicalmente assistita, Asl Napoli 1: “Nessun scambio di embrioni”

L’Asl Napoli 1 Centro chiarisce la situazione riguardante la bambina nata all’ospedale San Paolo, smentendo lo scambio di embrioni e avviando misure di verifica e ristrutturazione del servizio di PMA.

NAPOLI – L’Asl Napoli 1 Centro ha rilasciato una nota ufficiale per chiarire alcune notizie di stampa riguardanti la bambina nata presso l’ospedale San Paolo. Secondo l’azienda sanitaria, non ci sarebbe stato alcuno scambio di embrioni durante il percorso di Procreazione medicalmente assistita, contrariamente a quanto riportato in un esposto presentato nel luglio 2025. Questo esposto sollevava l’ipotesi che, durante le procedure di fecondazione, potesse essere avvenuto uno scambio di embrioni, portando alla nascita della neonata, che si presumeva fosse biologicamente figlia di un’altra coppia.

Interventi e sospensione delle attività di pma

In seguito alla segnalazione del direttore della UOC di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale San Paolo, l’Asl ha avviato un processo di verifica interna. Le misure adottate hanno incluso la segnalazione di un evento avverso al referente regionale per la Procreazione medicalmente assistita (PMA), con successiva notifica al Ministero della Salute. È stato attivato un gruppo ispettivo multidisciplinare interno e, per precauzione, tutte le attività di PMA sono state sospese. L’Asl ha anche presentato una denuncia alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Napoli, attraverso il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute (Nas), dichiarando di considerarsi parte lesa.

Nei mesi successivi, l’Asl ha informato le coppie coinvolte riguardo alla sospensione delle attività, rispondendo a ogni richiesta di chiarimento. La direzione ha avviato un processo di riorganizzazione del servizio, che include il censimento e la gestione dei campioni, oltre alla riattivazione del percorso autorizzativo. Sono state implementate misure per affrontare le criticità emerse, con l’obiettivo di garantire massima trasparenza e imparzialità.

Ristrutturazione e ripresa delle attività

Per garantire un intervento efficace, è stato creato un comitato tecnico multidisciplinare composto da esperti esterni all’Asl, con il compito di supportare la pianificazione e l’ottimizzazione degli interventi necessari. Questo ha portato a una significativa ristrutturazione del centro dal punto di vista strutturale, tecnologico e organizzativo. Sono state acquisite attrezzature più moderne per la criobanca e per il laboratorio di seminologia ed embriologia. Inoltre, sono stati nominati nuovi referenti clinici e biologici e sono state pianificate attività formative per il personale.

Dopo aver affrontato le problematiche iniziali, l’attività ambulatoriale di PMA è ripresa nella prima settimana di agosto 2026, con contatti diretti con le coppie in attesa di trattamento. Attualmente, si attende solo il completamento delle ultime certificazioni necessarie per la riattivazione completa del centro e delle sue funzionalità.

Collaborazione con le autorità e fiducia nella magistratura

L’Asl ha sottolineato di aver collaborato pienamente con le autorità inquirenti, fornendo tutte le informazioni richieste e mantenendole aggiornate sugli sviluppi della situazione. L’azienda esprime piena fiducia nell’operato della magistratura e nel processo di accertamento dei fatti, sottolineando di aver intrapreso ogni iniziativa necessaria per risolvere le criticità rilevate e tutelare l’interesse pubblico e degli assistiti. La completa riattivazione della struttura di PMA dell’ospedale San Paolo è quindi un obiettivo prioritario per l’Asl, che continua a lavorare per garantire un servizio di qualità alle coppie in cerca di supporto.

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