Bambini e tecnologia: i pediatri avvertono sui rischi per salute e sviluppo mentale

La Società Italiana di Pediatria raccomanda di vietare l’uso di smartphone e internet ai bambini sotto i 13 anni per prevenire effetti negativi sullo sviluppo.

La Società Italiana di Pediatria (SIP) ha recentemente aggiornato le sue raccomandazioni riguardo all’uso dei dispositivi digitali in età evolutiva. Secondo le nuove linee guida, i bambini non dovrebbero avere accesso a smartphone e internet prima dei 13 anni. Le evidenze scientifiche suggeriscono che l’uso precoce della tecnologia possa avere effetti negativi sullo sviluppo dei più piccoli, aumentando i rischi di problemi relazionali, cognitivi ed emotivi.

Il 19 novembre 2025, durante gli Stati Generali della Pediatria al Senato, sono stati presentati i risultati di una revisione sistematica che ha coinvolto oltre 6.800 studi. Il presidente della SIP, Rino Agostiniani, ha sottolineato che l’esperienza della pandemia ha aumentato significativamente il tempo trascorso dai minori davanti agli schermi, con un incremento medio di 4-6 ore al giorno. Questo cambiamento ha reso necessario un aggiornamento delle raccomandazioni precedenti, formulate nel 2018 e nel 2019.

Le nuove raccomandazioni per un uso sano del digitale

Le raccomandazioni, elaborate da esperti in pediatria e psicologia, mirano a fornire un percorso educativo condiviso per famiglie, scuole e professionisti. Tra i punti principali si evidenzia la necessità di evitare l’accesso non supervisionato a internet per i bambini sotto i 13 anni, in considerazione dei rischi associati a contenuti inappropriati. Inoltre, si consiglia di rinviare l’introduzione dello smartphone personale fino a questa età, in modo da prevenire conseguenze sullo sviluppo cognitivo ed emotivo.

Altri suggerimenti includono il rinvio dell’uso dei social media, la limitazione dell’uso dei dispositivi durante i pasti e prima di andare a dormire, e l’incentivazione di attività all’aperto, sport e lettura. È fondamentale mantenere un dialogo costante e strumenti di controllo in tutte le fasce d’età. La SIP raccomanda anche di promuovere l’educazione digitale consapevole nelle scuole e di monitorare regolarmente le abitudini digitali dei bambini.

Il monito degli esperti è chiaro: il cervello dei ragazzi ha bisogno di tempo per svilupparsi, non di schermi. L’uso eccessivo della tecnologia è associato a ritardi nel linguaggio, calo dell’attenzione e problemi di sonno. I pediatri invitano a restituire ai bambini il tempo per annoiarsi, giocare e dormire, sottolineando l’importanza della presenza e dell’esempio degli adulti nel prevenire l’uso eccessivo dei dispositivi.

Implicazioni per la salute dei bambini

La revisione della SIP mette in luce che l’uso eccessivo degli schermi ha ripercussioni significative su vari aspetti della salute dei bambini e degli adolescenti. Tra i problemi più gravi ci sono l’obesità, il rischio cardiovascolare, le difficoltà nel sonno, e disturbi legati alla salute mentale. Studi indicano che anche un’ora in più di esposizione agli schermi al giorno può aumentare il rischio di sovrappeso nei giovani, mentre l’89% degli adolescenti dorme con il cellulare in camera, contribuendo a una cronica deprivazione di sonno.

Inoltre, l’uso intensivo dei dispositivi è correlato a sintomi di ansia e depressione, con le adolescenti che risultano particolarmente vulnerabili agli effetti della comparazione sociale. Le dipendenze digitali sono un’altra preoccupazione crescente, con una percentuale significativa di giovani che presenta comportamenti problematici legati all’uso di smartphone e videogiochi.

La SIP ha formulato sette “P” che rappresentano le raccomandazioni per un uso sano del digitale: posticipare l’esposizione digitale, proteggere corpo e mente, promuovere esperienze reali, preservare la centralità dell’adulto, porre regole chiare, partecipare attivamente all’educazione digitale e prevenire rischi e dipendenze. La tecnologia deve essere introdotta nella vita dei ragazzi al momento giusto, quando sono pronti a gestirla in modo responsabile.

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