Bambini e utilizzo di smartphone e tablet: il vodcast offre consigli utili dei pediatri

L’uso eccessivo di dispositivi digitali nei bambini causa ansia, solitudine e problemi visivi. La SIP raccomanda di limitare l’esposizione e promuovere un dialogo aperto tra genitori e figli.

Il rapporto tra i bambini e l’uso di dispositivi digitali come smartphone e tablet è diventato un tema di grande rilevanza nel 2025. Gli esperti della Società Italiana di Pediatria (SIP) hanno analizzato le conseguenze negative di un uso eccessivo di questi strumenti, evidenziando come possa influenzare il benessere dei più piccoli. L’episodio intitolato “Attenzione agli schermi” del vodcast “Le 6 A – La salute si costruisce da piccoli”, realizzato da Adnkronos in collaborazione con la SIP, è stato pubblicato il 3 marzo 2026 e offre suggerimenti pratici per affrontare questa problematica.

Le conseguenze dell’uso eccessivo degli schermi

Il crescente utilizzo di dispositivi digitali da parte dei bambini ha portato a una serie di effetti collaterali preoccupanti. Secondo i pediatri, i più piccoli che trascorrono troppo tempo davanti agli schermi tendono a dormire meno, a muoversi di meno e a interagire con gli altri in modo ridotto. Questa situazione ha portato a un aumento dell’ansia, della solitudine, del sovrappeso e dei problemi visivi. Le raccomandazioni della SIP sottolineano l’importanza di limitare l’esposizione ai dispositivi digitali, specialmente nei bambini più piccoli. Posticipare il contatto con smartphone e tablet può contribuire a migliorare la salute mentale, emotiva, cognitiva e relazionale dei bambini.

Gli studi scientifici indicano che i disturbi legati all’uso di schermi non riguardano solo gli adulti, ma stanno emergendo anche tra i bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni. Elena Bozzola, responsabile della Commissione Dipendenze Digitali della SIP, avverte che l’uso inadeguato di dispositivi può portare a problemi di alimentazione, aumentando il rischio di sovrappeso e obesità. Un bambino che mangia davanti a uno schermo tende a essere influenzato dalle pubblicità e a non percepire correttamente ciò che consuma, il che può avere ripercussioni significative sulla sua salute futura.

Raccomandazioni dei pediatri per un uso consapevole

Le linee guida fornite dalla SIP sono chiare e mirano a educare i genitori sull’importanza di un uso consapevole degli schermi. Bozzola indica che non è raccomandato l’uso di dispositivi digitali per i bambini di età inferiore ai 2 anni, né durante i pasti o prima di andare a dormire. Inoltre, l’accesso a un cellulare personale dovrebbe essere posticipato fino ai 13 anni, per garantire che i giovani utenti ricevano un’adeguata educazione digitale. La SIP sottolinea che è fondamentale instaurare un dialogo aperto tra genitori e figli riguardo all’uso della tecnologia, piuttosto che limitarsi a controlli parentali.

Il “family plan” suggerito dagli esperti comprende regole condivise, come vietare l’uso degli smartphone a tavola e promuovere attività all’aperto. Gli adulti sono incoraggiati a dare il buon esempio, poiché il comportamento dei genitori gioca un ruolo cruciale nell’educazione digitale dei bambini.

Effetti sulla vista e importanza della consulenza pediatrica

Un altro aspetto preoccupante legato all’uso prolungato di schermi è l’aumento della miopia tra i giovani. Paolo Nucci, professore di Oftalmologia presso l’Università degli Studi di Milano, evidenzia che attualmente circa il 36% della popolazione tra 0 e 19 anni è colpita da questo problema, con previsioni che indicano un possibile aumento al 50% entro il 2050. Le cause di questo fenomeno non sono solo genetiche, ma legate anche a uno stile di vita sedentario e a un uso eccessivo di dispositivi digitali.

Bozzola invita i genitori a consultare il pediatra riguardo all’uso degli schermi. Solo il 16% delle famiglie cerca attivamente consigli su questo tema, mentre oltre l’80% dei genitori e degli adolescenti desidererebbe discuterne durante le visite. Gli esperti della SIP incoraggiano i medici a porre domande sull’uso degli schermi durante i controlli di salute, non per medicalizzare il fenomeno, ma per educare le famiglie a un utilizzo più consapevole della tecnologia.

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