Il Policlinico San Marco di Zingonia, situato nella provincia di Bergamo, ha recentemente annunciato un’importante innovazione nel campo della chirurgia. Il 23 febbraio 2026, la struttura ha effettuato la prima applicazione al mondo dell’anastomosi magnetica, una metodica rivoluzionaria che non richiede punti di sutura per la chirurgia del colon. Questo ospedale, facente parte del Gruppo San Donato, è uno dei quattro centri internazionali coinvolti nello studio MagCR, che mira a testare questa nuova tecnica ideata da Michel Gagner, un esperto riconosciuto a livello globale nella chirurgia digestiva e metabolica.
La procedura innovativa al Policlinico san marco
Il Policlinico San Marco ha eseguito due interventi laparoscopici: un’emicolectomia destra per tumore e una resezione colica sinistra per malattia diverticolare. Queste operazioni sono state condotte da Stefano Olmi, il responsabile dell’Unità di Chirurgia generale, oncologica e robotica, e professore associato di Chirurgia generale all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. La supervisione di Gagner ha garantito che la procedura fosse eseguita secondo gli standard più elevati. Questo approccio innovativo rappresenta un passo avanti significativo nella chirurgia colorettale, poiché l’anastomosi magnetica offre vantaggi notevoli rispetto alle tecniche tradizionali.
Cos’è l’anastomosi magnetica
L’anastomosi magnetica si riferisce al collegamento tra due segmenti intestinali, una fase critica per il successo degli interventi di chirurgia addominale. Fino ad ora, i chirurghi hanno realizzato queste connessioni in modo manuale, poi sostituite da suturatrici meccaniche negli anni ’80. Olmi sottolinea che la particolarità degli interventi eseguiti al Policlinico sta nell’uso di un sistema magnetico lineare, inserito tramite endoscopia, che consente di unire i segmenti intestinali senza l’ausilio di strumenti tradizionali. Gagner ha sviluppato questa tecnica sfruttando il ciclo di guarigione naturale del corpo, creando un collegamento tra i segmenti intestinali attraverso la compressione di due piccoli magneti. Questo processo stimola la deposizione di collagene attorno ai bordi dei magneti, favorendo una guarigione più rapida.
I vantaggi della nuova tecnologia
L’uso della tecnologia magnetica, in combinazione con l’approccio laparoscopico, offre diversi vantaggi. Tra questi, un recupero post-operatorio più rapido e una riduzione delle complicanze associate all’uso di suturatrici meccaniche, come sanguinamenti e fistole. La compressione uniforme dei tessuti, fornita dai magneti, migliora la precisione dell’anastomosi. Olmi evidenzia come la collaborazione con Michel Gagner abbia permesso di unire competenze internazionali a innovazioni tecnologiche, portando a risultati promettenti che confermano la sicurezza e la fattibilità della nuova procedura. Questo sviluppo rappresenta un passo importante verso tecniche chirurgiche sempre meno invasive, mirate a garantire un recupero rapido e di alta qualità per i pazienti.
L’Unità operativa diretta da Olmi è stata selezionata per partecipare allo studio MagCR grazie alla sua esperienza con l’uso di magneti nella chirurgia bariatrica e per i suoi elevati standard chirurgici. Questo riconoscimento come centro di eccellenza da parte dell’European Association for Endoscopic Surgery (Eaes) sottolinea l’importanza della struttura nel panorama della chirurgia laparoscopica e mini-invasiva.
