Il dibattito sulla salute legato al caffè ha trovato una nuova espressione a Milano, dove il 4 febbraio 2026 si è svolto un interessante processo simbolico. Ogni anno, nella città meneghina, vengono consumate circa 800 milioni di tazzine di caffè, su un totale nazionale di 35 miliardi. L’evento, organizzato dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, ha attirato l’attenzione su una questione che coinvolge molti italiani: il caffè è benefico o dannoso per la salute?
Il processo al caffè
Il ‘processo al caffè’ è stato un’iniziativa promossa dall’Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Milano (OmceoMi). A presiedere il dibattimento è stato il presidente del Tribunale di Milano, Fabio Roia, che ha aperto la sessione con un’introduzione storica a cura di Elio Franzini, docente di Estetica presso l’Università Statale di Milano. La giuria ha visto la partecipazione di figure di spicco, tra cui il pubblico ministero Tiziana Siciliano, e gli avvocati difensori Ilaria Li Vigni e Giorgia Andreis. A supporto delle argomentazioni, è intervenuto anche il perito e medico legale Umberto Genovese, insieme a vari testimoni ed esperti del settore.
Il dibattimento ha visto una serie di testimonianze e argomentazioni, culminando con una decisione che ha scosso il pubblico presente. La Corte ha assolto il caffè, stabilendo che non vi era evidenza sufficiente per dimostrare la responsabilità oltre ogni ragionevole dubbio, come riportato da OmceoMi. L’accusa di pericolo per la salute pubblica, basata sull’articolo 444 del Codice penale, è stata respinta, ma il giudice ha sottolineato l’importanza di un consumo moderato.
Le decisioni del dibattimento
Nel corso del processo, il giudice ha messo in evidenza la necessità di distinguere tra caffeina e caffè, suggerendo che un consumo eccessivo dovrebbe essere evitato. Sono state fornite indicazioni chiare: la soglia orientativa di consumo non dovrebbe superare le tre tazzine di caffè al giorno, in linea con le linee guida minime. È stata anche ribadita la differenza tra individui sani e coloro che soffrono di patologie cardiovascolari, neurologiche o disturbi del sonno, evidenziando così la complessità della questione.
Questa iniziativa non è nuova per l’Ordine dei medici di Milano, che ha già affrontato in passato altri alimenti controversi come latte, carne rossa, zucchero, sale e vino. Roberto Carlo Rossi, presidente di OmceoMi, ha dichiarato che l’obiettivo era quello di fornire al pubblico informazioni utili per formarsi un’opinione e di affidare alla comunità medica il compito di proseguire il dibattito. Il lavoro della giuria, composta da membri della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), ha portato a un esito di assoluzione, accompagnato da raccomandazioni riguardanti la qualità e i limiti di consumo.
Il processo al caffè ha quindi rappresentato non solo un momento di riflessione sulla salute pubblica, ma anche un’opportunità per approfondire un tema che tocca la vita quotidiana di molti italiani.
