Solo cinque città italiane presentano attualmente il bollino giallo per l’allerta meteo. Le previsioni indicano un imminente cambiamento climatico, con l’arrivo di temporali e un abbassamento delle temperature. Questa situazione è stata riportata nel bollettino diffuso dal Ministero della Salute, che evidenzia come il Paese stia lentamente tornando a condizioni più normali.
Il 8 settembre 2026, il Ministero ha comunicato che, a partire dal giorno successivo, mercoledì 9 settembre, la maggior parte dell’Italia sarà contrassegnata dal colore verde, simbolo di allerta zero, che indica l’assenza di rischi per la salute della popolazione. Fino a ieri, lunedì 7 settembre, le città di Bari e Campobasso erano in arancione (livello 2 di allerta), mentre 15 città erano in giallo e solo 10 in verde. Oggi, martedì 8 settembre, si prevede un miglioramento: l’arancione verrà eliminato, le città in verde saliranno a 13 e quelle in giallo scenderanno a 14. Domani, mercoledì, ben 22 dei 27 centri monitorati nella Penisola si troveranno in verde. Le sole città che rimarranno in giallo, a livello 1 di pre-allerta, sono Ancona, Bari, Perugia, Pescara e Reggio Calabria.
Il cambiamento meteo da mercoledì
L’arrivo di piogge e il calo delle temperature segneranno la fine di un periodo di caldo intenso che ha caratterizzato l’estate. Il colonnello Guido Guidi, meteorologo dell’Aeronautica Militare, ha dichiarato all’Adnkronos che il maltempo inizierà mercoledì al nord, con l’arrivo di temporali e una diminuzione delle temperature. Giovedì, il maltempo si estenderà anche al centro Italia. Guidi ha avvertito che i temporali previsti per mercoledì e giovedì potrebbero essere di forte intensità. Questo cambiamento di circolazione atmosferica non solo porrà fine al caldo, ma porterà anche piogge significative.
Nei giorni successivi, tra venerdì e domenica, si prevede un miglioramento al nord, con temperature più fresche che arriveranno anche al sud del Paese. La popolazione è invitata a prestare attenzione ai bollettini meteorologici e a prepararsi per le condizioni climatiche in evoluzione, che potrebbero influenzare le attività quotidiane e la salute pubblica.
