Campagna “Non scuoterlo”: Vanzi della Fnopi sottolinea l’importanza dell’informazione sui rischi

La campagna “Non scuoterlo” in Italia sensibilizza sulla sindrome del bambino scosso, coinvolgendo infermieri e famiglie in eventi pubblici l’11 e 12 aprile 2026.

Il mese di aprile del 2026 segna un’importante iniziativa in Italia dedicata alla prevenzione della sindrome del bambino scosso. L’11 e il 12 aprile, più di 150 piazze italiane ospiteranno eventi organizzati da infermieri in collaborazione con la Fondazione Terre des Hommes. Questa campagna, intitolata “Non scuoterlo”, ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi legati alla pratica di scuotere i neonati, una condotta che può avere conseguenze gravissime.

La campagna “Non scuoterlo” e il suo significato

Valentina Vanzi, presidente della Commissione d’Albo per infermieri pediatrici della Fnopi (Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche), ha sottolineato l’importanza di questa campagna durante un’intervista con Adnkronos Salute. La sindrome del bambino scosso rappresenta una problematica seria, specialmente per i bambini di età compresa tra le due settimane e i sei mesi. La campagna si propone di educare i genitori e i caregiver sui rischi di questa pratica, che può derivare da momenti di stress e frustrazione quando i bambini piangono in modo inconsolabile.

La collaborazione tra Fnopi e Terre des Hommes segna un passo significativo verso la formazione e la sensibilizzazione su temi di maltrattamento e discriminazione nei confronti dei più piccoli. L’iniziativa si svolgerà in diverse località, con info point allestiti in ospedali e spazi pubblici, per raggiungere le famiglie e fornire informazioni utili.

Rischi e conseguenze della sindrome del bambino scosso

La sindrome del bambino scosso non è sempre associata a intenti maliziosi; spesso è il risultato di un’esasperazione. Vanzi ha spiegato che gli infermieri pediatrici sono in prima linea per riconoscere i segni di questa condizione, che possono manifestarsi attraverso sintomi come letargia, vomito incontrollato, irritabilità e convulsioni. La diagnosi è complessa e richiede attenzione a vari segnali, poiché i genitori potrebbero non riferire la pratica di scuotere il bambino al momento di cercare aiuto.

Attualmente, non esistono dati precisi sulla forza necessaria per causare danni, ma è noto che anche pochi secondi di scuotimento possono portare a conseguenze gravi. Le statistiche indicano che circa un caso su quattro di sindrome del bambino scosso può portare a esiti drammatici, come il coma o la morte del neonato. La vulnerabilità dei neonati, dovuta alla loro struttura cranica non completamente sviluppata, rende essenziale una campagna di informazione efficace.

Attività di sensibilizzazione e coinvolgimento della comunità

Durante il weekend dell’11 e 12 aprile, gli infermieri saranno presenti in vari luoghi pubblici, come piazze e parchi, per interagire con le famiglie e distribuire materiali informativi. Questa strategia mira a raggiungere non solo i genitori, ma anche i nonni, figure fondamentali nel supporto ai più piccoli. La comunicazione diretta e l’educazione sono strumenti chiave per prevenire la sindrome del bambino scosso e promuovere una maggiore consapevolezza sui rischi associati a comportamenti impulsivi.

La Fondazione Terre des Hommes ha reso disponibili ulteriori risorse e materiali informativi sul proprio sito web, offrendo un supporto continuo per la formazione e la sensibilizzazione. La campagna “Non scuoterlo” rappresenta un’opportunità per la comunità di unirsi nella lotta contro il maltrattamento infantile, promuovendo un ambiente più sicuro per i bambini.

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