Cancro al polmone con mutazione Egfr: studio fase 3 Adaura rivela un tasso di sopravvivenza dell’79% a 8 anni con Osimertinib

Il simposio della World Conference on Lung Cancer presenta progressi significativi nel trattamento del tumore del polmone, evidenziando i risultati dello studio Adaura sull’uso di osimertinib.

Il 16 settembre 2026, durante il simposio presidenziale della World Conference on Lung Cancer (IASLC) tenutasi a Seoul, Repubblica di Corea, sono stati presentati risultati significativi riguardanti il trattamento del tumore del polmone. La conferenza, organizzata dall’International Association for the Study of Lung Cancer, ha messo in evidenza i progressi nella terapia adiuvante per i pazienti affetti da tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC).

Il tumore del polmone: una sfida globale

Il tumore del polmone si conferma come la principale causa di morte per cancro nel mondo, con un’incidenza che si attesta attorno al 19% di tutti i decessi per tumore. La patologia si divide in due categorie principali: il tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) e il tumore a piccole cellule. La maggior parte dei pazienti, circa l’80-85%, riceve una diagnosi di NSCLC. Purtroppo, circa il 75% di questi pazienti viene diagnosticato quando la malattia è già in stadio avanzato, mentre solo il 25-30% presenta una forma resecabile al momento della diagnosi. Negli Stati Uniti e in Europa, il 10-15% dei pazienti con NSCLC presenta mutazioni del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR), percentuale che aumenta al 30-40% nei pazienti asiatici.

Risultati dello studio Adaura

I risultati aggiornati dello studio di fase III Adaura hanno rivelato che l’uso di osimertinib, un farmaco sviluppato da AstraZeneca, offre un beneficio clinicamente significativo in termini di sopravvivenza globale a otto anni rispetto al placebo per i pazienti con NSCLC in stadio precoce (IB, II e IIIA) e con mutazioni EGFR. Durante il simposio, è stato sottolineato che il 74% dei pazienti trattati con osimertinib era vivo a otto anni, rispetto al 58% di quelli trattati con placebo. Nella popolazione complessiva, il farmaco ha ridotto il rischio di morte del 48% rispetto al placebo, con il 79% dei pazienti ancora in vita a otto anni.

Antonio Passaro, Direttore della Divisione di Oncologia Toracica all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, ha dichiarato che i risultati dello studio Adaura sono senza precedenti e rappresentano un cambiamento significativo nella gestione del tumore del polmone. Osimertinib, disponibile in Italia dal 2022 per il trattamento adiuvante, ha aperto la strada alla medicina di precisione in un contesto in cui l’obiettivo è la cura del paziente.

Importanza della continuità del trattamento

I dati di sicurezza dello studio Adaura sono stati confermati nell’analisi finale, mostrando che la sicurezza e la tollerabilità di osimertinib sono rimaste coerenti con quanto già noto, senza nuovi problemi di sicurezza. Tuttavia, evidenze presentate al congresso suggeriscono che l’interruzione precoce del trattamento con osimertinib prima del termine del ciclo di tre anni aumenta significativamente il rischio di recidiva o morte. Questo sottolinea l’importanza di una comunicazione efficace tra medico e paziente per garantire la continuità del trattamento.

Risultati aggiuntivi nel trattamento avanzato

Ulteriori dati presentati al WCLC26 riguardano lo studio di fase III Flaura2, che ha confermato i benefici della combinazione di osimertinib con chemioterapia a base di platino e pemetrexed per pazienti con NSCLC avanzato e mutazioni EGFR. I risultati hanno mostrato che il profilo di sicurezza della combinazione rimane coerente con i profili già noti, con una riduzione degli eventi avversi dopo la fase iniziale di induzione. Anche se la presenza di mutazioni TP53 è considerata un fattore prognostico negativo, la combinazione con la chemioterapia ha dimostrato vantaggi in termini di sopravvivenza libera da progressione e sopravvivenza globale.

Questi sviluppi rappresentano un passo avanti significativo nella lotta contro il tumore del polmone, evidenziando l’importanza della ricerca continua e dell’innovazione nel trattamento di questa malattia devastante.

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