Cancro al seno metastatico, Fusco (Ieo): “I biomarcatori sono fondamentali per le terapie innovative”

Il carcinoma mammario ormono-positivo e Her2-negativo beneficia di inibitori della pathway Pi3k, con test molecolari cruciali per garantire accesso a terapie innovative e migliorare gli esiti clinici.

Il carcinoma della mammella ormono-positivo (Hr+) e Her2-negativo (Her2-) sta vivendo una nuova era grazie agli inibitori della pathway Pi3k. Nicola Fusco, direttore della Divisione di Anatomia patologica presso l’Istituto europeo di oncologia (Ieo) e docente nel Dipartimento di Oncologia ed Emato-oncologia dell’Università di Milano, ha sottolineato l’importanza di gestire correttamente i test molecolari per garantire alle pazienti l’accesso a queste innovative opzioni terapeutiche. Le sue dichiarazioni sono emerse durante un incontro stampa tenutosi oggi, 15 marzo 2025, a Milano, organizzato da AstraZeneca, per approfondire le nuove prospettive delle terapie per il carcinoma mammario avanzato.

Test molecolari e complessità diagnostica

Fusco ha evidenziato che i test molecolari, fondamentali per la selezione delle pazienti, presentano una notevole complessità. “Questi test considerano molteplici variabili”, ha dichiarato, ponendo l’accento sulla necessità di disporre di “tecnologie che siano sufficientemente sensibili e specifiche per rispondere a domande cliniche specifiche”. La precisione dei test è cruciale per identificare le pazienti che possono trarre beneficio dai nuovi trattamenti disponibili.

L’esperto ha anche messo in evidenza come l’approccio ai test molecolari debba essere affrontato come una sfida collettiva. “È fondamentale che i gruppi multidisciplinari collaborino”, ha affermato, “per garantire che anche le pazienti trattate in centri periferici possano accedere a test di alta qualità”. Questo approccio consente di ampliare le opportunità di trattamento e di migliorare la qualità delle cure, rendendo disponibili le più recenti innovazioni terapeutiche a un numero maggiore di donne affette da carcinoma mammario avanzato.

Prospettive future per il carcinoma mammario avanzato

La discussione sull’innovazione terapeutica per il carcinoma mammario ha messo in luce non solo i progressi già realizzati, ma anche le sfide future. Fusco ha sottolineato l’importanza di continuare a investire nella ricerca e nello sviluppo di nuove terapie. La disponibilità di inibitori della pathway Pi3k rappresenta un passo avanti significativo, ma è essenziale che le pazienti siano correttamente informate e selezionate attraverso test molecolari accurati.

Il convegno di Milano ha riunito esperti del settore, ricercatori e rappresentanti dell’industria farmaceutica, tutti concordi nel ritenere che l’innovazione e la personalizzazione delle terapie siano la chiave per migliorare gli esiti clinici. La sinergia tra ricerca, tecnologia e assistenza clinica si rivela cruciale per affrontare le sfide poste dal carcinoma mammario avanzato e per garantire che le pazienti possano beneficiare delle ultime scoperte scientifiche.

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