Cancro al seno: nuove terapie personalizzate grazie all’analisi del tumore resistente ai farmaci

Scoperta dell’Istituto Europeo di Oncologia sul cancro al seno: identificato un profilo molecolare per prevedere la resistenza ai farmaci nelle pazienti con mutazione Brca2.

Scienziati dell’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) di Milano hanno recentemente pubblicato uno studio innovativo su ‘Nature’, rivelando un’importante scoperta riguardante il cancro al seno. L’analisi, che coinvolge tre giovani ricercatori dell’Ieo, segna una “tappa storica” nella lotta contro questa malattia, in particolare per le donne portatrici di mutazioni nel gene Brca2.

Il 17 marzo 2026, Antonio Marra, Emanuela Ferraro e Luca Boscolo Bielo, insieme ad altri autori, hanno presentato i risultati di una ricerca che ha identificato un profilo molecolare responsabile della resistenza ai farmaci nei tumori mammari. Questa scoperta fornisce un “identikit” che può aiutare a prevedere quali pazienti svilupperanno farmacoresistenza e quali no, consentendo così di personalizzare le terapie e ritardare l’insorgenza di meccanismi di resistenza.

La resistenza ai farmaci nel cancro al seno

Fino ad oggi, le cause della resistenza ai farmaci nei tumori mammari erano state poco esplorate dal punto di vista genetico. I ricercatori dell’Ieo hanno spiegato che esistono due tipi di mutazioni che contribuiscono all’evoluzione del tumore: le mutazioni germinali, che sono ereditarie e avvengono nelle cellule riproduttive, e le mutazioni somatiche, che non sono ereditarie e si verificano in qualsiasi cellula dell’organismo. Tuttavia, non era chiaro come queste mutazioni influenzassero lo sviluppo della farmacoresistenza.

Lo studio ha analizzato oltre 5.800 pazienti, rivelando che alcune mutazioni genetiche ereditarie, in particolare quelle legate al gene Brca2, hanno un ruolo cruciale nell’evoluzione del tumore e nella resistenza ai farmaci. I ricercatori hanno scoperto che i tumori con mutazioni nel gene Brca2 tendono a perdere il gene Rb1, il che porta a un’instabilità del DNA. Questo meccanismo crea una vulnerabilità genetica che favorisce lo sviluppo della resistenza durante il trattamento.

Nuove prospettive terapeutiche

Emanuela Ferraro ha osservato che i trattamenti standard, come la combinazione di terapia endocrina e inibitori di Cdk4/6, risultano meno efficaci contro i tumori con mutazione Brca2. Tuttavia, i dati ottenuti dai modelli sperimentali suggeriscono che gli inibitori Parp potrebbero offrire risultati migliori rispetto agli inibitori di Cdk4/6 per le pazienti con questa mutazione. Questi farmaci, già utilizzati con successo per il trattamento del tumore al seno Her2-negativo e Brca1/2 mutato, sono stati tradizionalmente impiegati solo in seconda linea, quando il primo trattamento ha smesso di funzionare.

Marra ha aggiunto che i risultati della ricerca indicano che l’uso prioritario degli inibitori Parp nelle pazienti portatrici di mutazione Brca2 potrebbe prevenire la perdita del gene Rb1 e ritardare la resistenza ai farmaci. Questa scoperta non solo ha un potenziale impatto clinico immediato, ma stabilisce anche un modello per prevedere le traiettorie della resistenza ai farmaci basato sul profilo genetico del paziente. L’importanza di conoscere il profilo genetico prima del trattamento è stata sottolineata dai ricercatori, che hanno ribadito la necessità di personalizzare le terapie per ogni singolo paziente.

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