Cancro al seno: una donna su quattro opta per la crioconservazione degli ovociti

Il convegno “Back from San Antonio” a Genova discute novità sul carcinoma mammario, preservazione della fertilità e strategie per la maternità dopo il cancro, con focus su ricerca e prevenzione.

Si è aperto oggi, 16 gennaio 2026, a Genova il convegno nazionale denominato “Back from San Antonio”, un evento di grande rilevanza per il settore oncologico che affronta le ultime novità sul carcinoma mammario. Durante l’incontro, gli esperti hanno discusso l’importanza della preservazione della fertilità per le donne colpite da tumore al seno, evidenziando come questa pratica non aumenti il rischio di recidive.

Risultati dello studio Prefer

Il convegno ha visto la presentazione dei risultati dello studio Prefer, condotto dall’Università di Genova in collaborazione con l’ospedale San Martino. Questo studio ha coinvolto un campione di 746 donne di età compresa tra 18 e 45 anni, tutte affette da tumore mammario. I dati rivelano che il 25% delle donne in età fertile opta per la crioconservazione degli ovociti prima di iniziare i trattamenti chemioterapici. La stimolazione ormonale necessaria per la conservazione non influisce negativamente sulla prognosi, contrariamente a quanto si pensava in precedenza. Lucia Del Mastro, professore ordinario e direttore della Clinica di Oncologia Medica dell’Irccs Ospedale Policlinico San Martino, ha sottolineato che il cancro al seno non colpisce soltanto le donne in menopausa o over 65, ma anche giovani donne, con circa 1 caso su 10 diagnosticato in questa fascia di età.

Strategie per la maternità dopo il cancro

Matteo Lambertini, coordinatore dello studio Prefer e professore associato di Oncologia Medica presso l’Università di Genova, ha spiegato che negli ultimi anni sono state sviluppate strategie per conciliare le necessità terapeutiche con i desideri di maternità delle pazienti. La stimolazione ormonale, che dura solo 10-15 giorni, è ora vista come una pratica sicura, senza effetti negativi sulla salute delle pazienti. Questo approccio innovativo potrebbe migliorare la consulenza sull’onco-fertilità, offrendo nuove opportunità alle donne in premenopausa colpite da carcinoma mammario in fase iniziale.

Innovazioni nella breast unit di Genova

Monica Calamai, direttrice generale dell’Azienda Ospedaliera Metropolitana di Genova, ha illustrato il nuovo assetto organizzativo della sanità ligure, volto a migliorare la ricerca e l’assistenza in campo oncologico. La Breast Unit dell’ospedale metropolitano, con oltre 1.000 nuovi casi di carcinoma mammario all’anno, si posizionerà tra le prime cinque in Italia per numero di interventi. Calamai ha evidenziato l’importanza di esportare questo modello di assistenza anche per altre patologie oncologiche, al fine di garantire un’elevata qualità dei servizi per tutti i pazienti.

Discussioni sulle terapie ormonali

Durante il convegno, è stata anche discussa un’analisi dello studio Altto, riguardante le terapie endocrine nel carcinoma mammario precoce HR+/HER2+. I risultati, presentati al San Antonio Breast Cancer Symposium, hanno chiarito che la migliore opzione per le pazienti in premenopausa è la somministrazione di soppressione ovarica associata a inibitori dell’aromatasi. Questo ha risolto una controversia che esisteva tra gli oncologi riguardo alle diverse indicazioni terapeutiche per queste pazienti.

Impegno contro il tabagismo

Infine, il convegno ha messo in luce l’importanza della lotta contro il tabagismo. Francesco Perrone, presidente della Fondazione Aiom, ha annunciato l’avvio di una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare che prevede un aumento di 5 euro sul costo dei prodotti a base di tabacco. Questo intervento mira a combattere uno dei principali fattori di rischio oncologici. Perrone ha sottolineato come la prevenzione primaria sia fondamentale per ridurre l’impatto dei tumori, evidenziando l’impegno dell’Italia nella ricerca scientifica sul cancro.

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