Il 3 giugno 2026, durante il congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) che si svolge a Chicago, Bayer ha presentato dati significativi riguardanti il suo farmaco darolutamide, un inibitore del recettore degli androgeni (ARi) utilizzato nel trattamento del tumore della prostata avanzato. Questi risultati evidenziano un’importante differenza tra darolutamide e enzalutamide, un altro ARi ampiamente utilizzato, in termini di impatto sulle funzioni cognitive dei pazienti.
Risultati dello studio Aracog
Lo studio Aracog (AFT-47), un trial randomizzato di fase 2 sponsorizzato da Alliance Foundation Trials LLC, ha coinvolto 111 pazienti, i quali sono stati assegnati in modo casuale a ricevere darolutamide o enzalutamide. A 24 settimane, i risultati hanno mostrato una variazione cognitiva mediana del -15,8% nei pazienti trattati con darolutamide, rispetto al -36,1% registrato per quelli che hanno ricevuto enzalutamide. Queste misurazioni hanno riguardato vari aspetti delle funzioni cognitive, tra cui la memoria di lavoro, la memoria visiva e l’attenzione. Le differenze più significative sono state osservate nella funzione esecutiva e nella memoria di lavoro, aree cruciali per le attività quotidiane come la gestione delle conversazioni e la capacità di seguire indicazioni.
La valutazione delle funzioni cognitive è stata effettuata attraverso test oggettivi, e i pazienti hanno avuto la possibilità di passare da un trattamento all’altro se il farmaco iniziale causava un evidente declino cognitivo. A 24 settimane, tutti i pazienti che avevano cambiato il trattamento erano inizialmente stati assegnati a enzalutamide e avevano successivamente optato per darolutamide.
Implicazioni cliniche e dichiarazioni degli esperti
Orazio Caffo, associato di Oncologia all’Università di Trento e direttore dell’Unità Operativa di Oncologia Medica dell’ospedale Santa Chiara di Trento, ha sottolineato l’importanza di considerare non solo la sopravvivenza, ma anche la qualità della vita dei pazienti affetti da tumore della prostata. “Ogni anno in Italia, oltre 40.000 uomini ricevono una diagnosi di cancro alla prostata. È fondamentale che i clinici e i pazienti valutino l’impatto delle terapie sulla vita quotidiana”, ha dichiarato Caffo.
Il Dr. Frank Verholen, Global Medical & Evidence Lead per darolutamide in Bayer, ha aggiunto che i dati presentati a Chicago confermano l’impatto limitato di darolutamide sul sistema nervoso centrale rispetto ad altri inibitori del recettore degli androgeni. Questo aspetto rappresenta un valore clinico significativo, poiché la qualità della vita è un fattore chiave nella gestione del tumore della prostata.
Caratteristiche di darolutamide e approvazioni globali
Darolutamide è un inibitore del recettore degli androgeni per via orale, caratterizzato da una struttura chimica che gli consente di legarsi con elevata affinità al recettore degli androgeni, inibendo così la crescita delle cellule tumorali. Dati preclinici mostrano che darolutamide ha un basso potenziale di attraversare la barriera emato-encefalica, riducendo così il rischio di effetti collaterali sul sistema nervoso centrale.
Attualmente, darolutamide è approvato in oltre 85 mercati globali, inclusi Stati Uniti, Unione Europea e Cina, per il trattamento di pazienti adulti con tumore della prostata metastatico ormono-sensibile e per quelli resistenti alla castrazione non metastatico ad alto rischio. I risultati dello studio evidenziano un profilo di tollerabilità favorevole, con effetti collaterali simili a quelli di altri trattamenti di confronto, rendendo darolutamide una scelta promettente per la gestione della malattia.
La continua osservazione dei pazienti coinvolti nello studio permetterà di raccogliere ulteriori informazioni sui cambiamenti cognitivi e sugli effetti a lungo termine del trattamento, contribuendo così a migliorare la comprensione delle opzioni terapeutiche disponibili per il tumore della prostata.
