Cartabellotta (Gimbe): “Le istituzioni devono decidere sul futuro del Ssn”

Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, evidenzia le criticità del Servizio Sanitario Nazionale e l’urgenza di riforme e risorse adeguate per il futuro.

Al Forum Risk Management di Arezzo, tenutosi il 25 novembre 2025, Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, ha esposto le problematiche attuali del Servizio Sanitario Nazionale (Ssn). Durante il suo intervento, ha sottolineato l’importanza di una visione chiara, di risorse adeguate e di riforme necessarie per affrontare le difficoltà che affliggono il sistema sanitario italiano.

Situazione critica del Ssn

Cartabellotta ha evidenziato che il Ssn si trova in un momento critico, non solo per le questioni organizzative che coinvolgono gli operatori sanitari, ma anche per la crescente insoddisfazione dei pazienti. Le liste d’attesa si allungano, i pronto soccorso sono sovraffollati e la carenza di medici di famiglia rende la situazione ancora più complessa. Secondo il presidente della Fondazione Gimbe, è giunto il momento per la politica di prendere decisioni decisive riguardo al futuro della più grande opera pubblica mai realizzata in Italia.

Visione e risorse per il futuro del Ssn

Cartabellotta ha sottolineato che prima di decidere sull’allocazione delle risorse e sulle riforme da attuare, è fondamentale avere una visione chiara su quale Servizio Sanitario Nazionale si desidera lasciare alle generazioni future. La Fondazione Gimbe sostiene la necessità di un progressivo rifinanziamento pubblico, accompagnato da una fase di riforme, per modificare le modalità di organizzazione dell’assistenza sanitaria, che attualmente seguono leggi risalenti a oltre trent’anni fa.

Criticità e rallentamenti nel sistema sanitario

Il presidente della Fondazione ha messo in evidenza come il decreto ministeriale n. 77 del 23 maggio 2022, che dovrebbe facilitare la creazione di Case e Ospedali di comunità, sia ostacolato da vari fattori. Tra questi, la mancanza di personale, in particolare di infermieri di famiglia e di comunità, è un problema significativo, anche nelle regioni in cui queste strutture sono state completate. Cartabellotta ha anche notato che non è stato raggiunto un accordo con i medici di famiglia, i quali sono carenti in alcune delle principali regioni italiane, come Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. Questa situazione è ulteriormente complicata dalla scarsa partecipazione dei medici ai corsi di formazione.

La necessità di riallineare gli obiettivi finali del Servizio Sanitario Nazionale è diventata quindi una priorità, in un contesto in cui le sfide da affrontare sono molteplici e richiedono un intervento efficace e tempestivo da parte delle istituzioni.

Condivi su: