La questione della dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento di plasma è emersa come un problema cruciale per il settore dei plasmaderivati. Durante un incontro tenutosi il 14 maggio 2026 a Roma, Francesco Carugi, presidente del Gruppo aziende emoderivati di Farmindustria (Gaef), ha espresso preoccupazione riguardo a questo tema, sottolineando l’importanza di una maggiore consapevolezza da parte degli italiani.
Il contesto della raccolta di plasma in italia
Carugi ha spiegato che in Italia il sistema di autosufficienza riesce a raccogliere circa 900 tonnellate di plasma all’anno. Tuttavia, questa quantità non è sufficiente a coprire il fabbisogno nazionale di farmaci plasmaderivati, poiché attualmente il piano di autosufficienza soddisfa solo il 60% della domanda. Il restante fabbisogno è coperto da plasma proveniente dall’estero. Questa situazione mette in evidenza la vulnerabilità del sistema sanitario italiano e la necessità di sviluppare strategie per migliorare la raccolta e la gestione del plasma.
Implicazioni per i pazienti e la salute pubblica
La carenza di plasma ha ripercussioni dirette sulla salute dei pazienti, in particolare quelli affetti da malattie rare e gravi. Carugi ha evidenziato che i plasmaderivati sono essenziali per il trattamento di patologie come le immunodeficienze primitive e secondarie, l’angioedema ereditario, il deficit di alfa-1 antitripsina e alcune carenze dei fattori della coagulazione. In molti casi, i plasmaderivati rappresentano terapie salvavita, mentre in altri sono fondamentali per garantire una migliore qualità della vita. La crescente domanda di plasmaderivati, alimentata dall’invecchiamento della popolazione e dalle nuove indicazioni terapeutiche, richiede un monitoraggio attento della situazione attuale.
Strategie per il rafforzamento della filiera
Per affrontare le sfide legate alla filiera del plasma, Carugi ha suggerito la necessità di aumentare la resilienza del sistema. Poiché il plasma non può essere sintetizzato artificialmente e dipende esclusivamente dalla donazione volontaria, è fondamentale sviluppare una programmazione istituzionale efficace. Questo potrebbe avvenire attraverso tavoli tecnici che coinvolgano aziende, il Centro nazionale sangue, l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) e i decisori politici. Inoltre, è importante semplificare il sistema delle donazioni, rendendo il processo più accessibile e incentivando gli investimenti industriali per migliorare i processi produttivi.
La sostenibilità economica della filiera dei plasmaderivati
Carugi ha richiamato l’attenzione sulla sostenibilità economica della filiera, sottolineando che la disponibilità delle terapie è strettamente legata agli aspetti economici. La crescente domanda globale di plasmaderivati ha generato una forte competizione internazionale nella loro allocazione. Alcuni Paesi, come la Germania, hanno già adottato misure di tutela, escludendo i plasmaderivati da ulteriori tassazioni. Carugi ha suggerito che anche in Italia sarebbe fondamentale escludere i plasmaderivati dalla spesa soggetta a tetto, rendendo il Paese più attrattivo per l’allocazione dei prodotti e contribuendo così a rafforzare il piano nazionale di autosufficienza.
