Il 24 luglio 2026, Antonio Magi, segretario generale di Sumai Assoprof, ha espresso il proprio apprezzamento per l’inaugurazione della Casa di comunità all’interno della Casa circondariale di Rebibbia, a Roma. Questa iniziativa rappresenta un passo significativo verso il rafforzamento della sanità territoriale in contesti complessi e vulnerabili. Magi ha lodato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e il direttore generale della Asl Roma 2 per il loro impegno nel trasformare un progetto ambizioso in una realtà operativa.
Un investimento per il diritto alla salute
Magi ha sottolineato che la realizzazione di questa struttura è un chiaro segnale dell’intento di mettere al centro il diritto alla salute. La Casa di comunità è vista come un punto di riferimento fondamentale per l’assistenza sanitaria, anche all’interno del sistema penitenziario. Secondo Magi, l’implementazione di tali strutture è cruciale per garantire un’assistenza adeguata e tempestiva ai cittadini, specialmente a quelli in situazioni di fragilità.
L’importanza della specialistica ambulatoriale all’interno di queste strutture è stata enfatizzata dal segretario generale, il quale ha affermato che gli specialisti ambulatoriali convenzionati, attivi da oltre cinquant’anni, sono in grado di rispondere ai bisogni assistenziali della popolazione. Questi professionisti sono considerati essenziali per garantire servizi come visite, diagnostica e continuità delle cure, rendendo le Case di comunità non solo edifici, ma luoghi dove i cittadini possono ricevere assistenza integrata e tempestiva.
Modello organizzativo da replicare
L’esperienza di Rebibbia è vista da Sumai Assoprof come un modello da sviluppare e replicare in altre realtà. Magi ha evidenziato la necessità di passare dalla costruzione delle strutture alla piena attivazione dei servizi, investendo nel personale e valorizzando le competenze già presenti nel Servizio sanitario nazionale. La specializzazione ambulatoriale convenzionata è pronta a contribuire attivamente, senza la necessità di creare nuovi modelli organizzativi, ma piuttosto rafforzando una rete assistenziale già esistente.
Il segretario ha messo in evidenza che per ridurre le liste d’attesa e garantire una presa in carico efficace dei pazienti cronici, è fondamentale investire sulla specialistica ambulatoriale interna. La Casa di comunità di Rebibbia dimostra che una sanità di prossimità moderna ed efficiente è possibile quando le istituzioni collaborano e valorizzano le competenze presenti nel Servizio sanitario nazionale. Questo approccio è cruciale per rendere l’assistenza sanitaria più accessibile e vicina ai cittadini, in particolare a quelli più vulnerabili.
