Il tema delle dipendenze tra i giovani sta assumendo contorni sempre più preoccupanti in Italia, dove oltre 15 milioni di persone potrebbero necessitare di interventi per affrontare problematiche legate a diverse forme di dipendenza. Questo allarmante dato è emerso in un’intervista rilasciata da Pietro Casella, esperto in medicina delle dipendenze e consigliere della Società Italiana Tossicodipendenze (SITD), durante l’evento “Parola alla medicina”, organizzato dalla Federazione delle Società Medico-Scientifiche Italiane (FISM) il 29 maggio 2026.
Statistiche sulle dipendenze
Le statistiche indicano che circa 13 milioni di italiani sono fumatori, mentre 1,5 milioni fanno uso di cocaina e 400mila sono consumatori di oppiacei. Anche il gioco d’azzardo è un fenomeno significativo, con circa 1 milione di adulti che affrontano problematiche legate al gioco e 800mila giovani che interagiscono regolarmente con piattaforme di gioco online. Nonostante la gravità della situazione, solo l’8% di coloro che necessitano di aiuto accede ai servizi sanitari disponibili, evidenziando una lacuna critica nei sistemi di supporto.
Le dipendenze digitali e il primo accesso ai social network
Casella ha messo in evidenza un aspetto particolarmente allarmante: le dipendenze digitali, che colpiscono un numero crescente di giovani. Secondo l’esperto, l’età del primo accesso ai social media sta scendendo sotto i 6 anni, un fenomeno che richiede un’attenzione urgente. Le conseguenze di un’esposizione così precoce alla tecnologia possono includere danni fisici, psicologici e sociali. Per affrontare questo problema, Casella sottolinea l’importanza di un’educazione adeguata da parte dei genitori, suggerendo che l’uso di dispositivi digitali come metodo per calmare i bambini non è una soluzione sostenibile.
In paesi come Australia e Francia, l’accesso ai social network per i minori di 13 anni è regolato, e anche in Italia il dibattito su questo tema è aperto. Tuttavia, secondo Casella, la vera sfida risiede nella prevenzione precoce. È fondamentale educare i genitori durante i corsi pre-parto riguardo ai rischi legati a un’esposizione prematura ai dispositivi digitali.
Interventi e comunicazione sanitaria
L’esperto ha anche messo in luce la necessità di interventi mirati sul territorio, sottolineando che le campagne di sensibilizzazione di massa tendono a produrre risultati limitati. È essenziale un approccio più mirato che coinvolga pediatri, consultori familiari, scuole e comunità locali. Una comunicazione sanitaria efficace è fondamentale per rendere più efficienti le cure e per garantire che le informazioni raggiungano le famiglie in modo chiaro e comprensibile.
Casella non ha nascosto il timore che una dipendenza digitale possa fungere da gateway verso altre forme di dipendenza, come quelle legate a droghe o al gioco d’azzardo. La sua analisi pone in evidenza un problema complesso che richiede un’azione concertata e coordinata tra le istituzioni, i professionisti della salute e le famiglie, affinché si possa affrontare efficacemente la crescente crisi delle dipendenze tra i giovani italiani.
