La lotta contro la resistenza agli antibiotici sta assumendo un’importanza sempre maggiore nel panorama sanitario europeo. Il 1° aprile 2026, Marco Cavaleri, responsabile del dipartimento Public Health Threats dell’Agenzia Europea dei Medicinali (Ema), ha condiviso importanti aggiornamenti in occasione del congresso ‘Top5 in Infectious Diseases‘ tenutosi a Venezia. Cavaleri ha evidenziato l’impegno dell’Ema nel promuovere lo sviluppo di nuovi antibiotici e terapie innovative, come i batteriofagi, e nell’ottimizzare i processi di approvazione e realizzazione degli studi clinici.
Innovazione e sviluppo di nuovi antibiotici
Durante il congresso, Marco Cavaleri ha sottolineato la necessità di accelerare i tempi di sviluppo per i nuovi antibiotici. L’Ema sta lavorando per snellire le procedure necessarie alla realizzazione degli studi clinici, garantendo al contempo che i nuovi prodotti siano sicuri ed efficaci. Cavaleri ha affermato che è fondamentale comprendere i meccanismi d’azione dei farmaci e le loro interazioni, specialmente nel contesto della farmacologia e della microbiologia. Questo approccio scientifico mira a fornire evidenze solide per facilitare l’approvazione e l’implementazione di terapie innovative.
In particolare, la nuova legislazione farmaceutica prevede disposizioni specifiche per l’approvazione di terapie basate sui batteriofagi, virus in grado di attaccare i batteri patogeni. Cavaleri ha evidenziato l’importanza di collaborare con piccole start-up e gruppi universitari che spesso sviluppano queste terapie innovative. L’Ema, attraverso l’Emergency Task Force, mantiene un dialogo costante con chiunque desideri contribuire alla lotta contro la resistenza agli antibiotici.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale nella ricerca
Un altro tema centrale affrontato da Cavaleri è l’integrazione dell’intelligenza artificiale (IA) nello sviluppo di nuovi farmaci. L’IA può rivelarsi un prezioso alleato nella valutazione preliminare della promettente efficacia di nuovi prodotti, permettendo di indirizzare gli investimenti in modo più strategico. Questo approccio è già visibile nel settore dei vaccini, dove l’IA viene utilizzata per progettare antigeni e comprendere le risposte immunitarie.
Cavaleri ha spiegato che l’IA non solo può migliorare il processo di sviluppo dei farmaci, ma anche rendere gli studi clinici più efficaci e informativi. Le agenzie regolatorie, in particolare, possono trarre vantaggio dall’analisi dei big data per identificare trend e innovazioni nel settore farmaceutico, migliorando così l’efficacia delle valutazioni.
Incentivi per il settore privato
Nonostante gli sforzi dell’Ema, Cavaleri ha avvertito che è necessario un ulteriore impegno per attrarre investimenti dal settore privato. In particolare, ha evidenziato la necessità di sviluppare farmaci che, pur essendo efficaci, siano utilizzati con parsimonia per preservare la loro efficacia nel tempo. A tal fine, ha sottolineato l’importanza di incentivi economici, come quelli previsti dalla nuova legislazione farmaceutica, che include voucher trasferibili e modelli di pagamento innovativi simili a quelli di piattaforme come Netflix.
In questo contesto, l’iniziativa italiana di creare un fondo di 100 milioni di euro per gli antibiotici ‘reserve’, destinati a trattare infezioni multiresistenti, è stata definita lodevole. Tuttavia, Cavaleri ha concluso sottolineando l’importanza di un coordinamento a livello europeo, auspicando che i Paesi del G7 possano allinearsi su incentivi comuni per rendere il settore più attrattivo per gli investitori privati.
