Cento anni di infermieri: Fnopi celebra una professione autonoma e consolidata

La Giornata internazionale dell’Infermiere 2026 celebra un secolo di professione, evidenziando riforme accademiche e nuove lauree per affrontare le sfide del sistema sanitario italiano.

Il 12 maggio 2026, presso l’Auditorium Antonianum di Roma, si è tenuta una celebrazione significativa per la Giornata internazionale dell’Infermiere. Questo evento ha coinciso con una riforma accademica di grande rilevanza per i circa 462mila infermieri e infermieri pediatrici italiani. Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (Fnopi), ha sottolineato l’importanza storica di questa giornata, definendola un momento cruciale per la professione infermieristica nel nostro Paese.

Un secolo di sapere infermieristico

Durante il suo intervento, Mangiacavalli ha evidenziato che il 2026 segna un secolo di impegno e crescita per la professione infermieristica. “Festeggiamo cento anni di sapere infermieristico: un secolo di studio, dedizione e assistenza”, ha dichiarato. Le celebrazioni di quest’anno non sono solo un omaggio al passato, ma anche un riconoscimento di un’identità professionale che si è evoluta nel tempo, diventando autonoma e scientificamente solida. Il presidente ha messo in evidenza come i recenti decreti rappresentino un passo fondamentale verso il riconoscimento della professionalità infermieristica.

Mangiacavalli ha anche sottolineato l’importanza delle nuove lauree specialistiche in Cure primarie, Infermieristica di famiglia e comunità, Cure neonatali e pediatriche, e Cure intensive ed Emergenza. Queste novità rispondono alle sfide di un sistema sanitario in continua evoluzione, fornendo agli infermieri le competenze necessarie per affrontare le crescenti complessità del settore.

Le radici storiche della professione

La presidente di Fnopi ha richiamato l’attenzione sulla storia della professione infermieristica, iniziata con il regio decreto del 15 agosto 1925, che ha dato vita alle prime Scuole convitto professionali. Questi istituti hanno rappresentato i primi passi verso l’affermazione dell’infermieristica come disciplina. Mangiacavalli ha ricordato che nel 1929 è stata introdotta la figura della caposala, segno di un’evoluzione professionale significativa.

In un contesto storico difficile, caratterizzato da restrizioni e sofferenze, la nascita della Repubblica ha riacceso il desiderio di crescita e confronto. Ogni tappa della storia dell’infermieristica, dalle scuole convitto per le vigilatrici d’infanzia fino all’ingresso ufficiale dell’infermieristica nelle Università nel 1992/93, ha rappresentato una conquista fondamentale per la professione.

Le sfide del sistema sanitario contemporaneo

Mangiacavalli ha messo in evidenza che i bisogni di salute della popolazione sono cambiati e che le risposte del sistema sanitario devono seguire questa evoluzione. Il contesto attuale richiede un ripensamento dei modelli assistenziali, valorizzando il ruolo degli infermieri. La pandemia ha evidenziato la necessità di rafforzare i modelli territoriali e la prossimità, senza trascurare il ruolo degli ospedali.

Investire nella formazione, nella carriera e nel riconoscimento economico degli infermieri è essenziale per affrontare le sfide del presente e del futuro. Una comunicazione sanitaria efficace è altresì fondamentale per orientare i cittadini e contrastare la violenza verso gli operatori sanitari. La giornata di celebrazione ha quindi rappresentato non solo un momento di riflessione sul passato, ma anche un’opportunità per guardare al futuro della professione infermieristica in Italia.

Condivi su: