Il 27 novembre 2025, durante un convegno organizzato da Adnkronos, Federico Chinni, membro della Giunta di Farmindustria, ha sottolineato l’importanza dell’intelligenza artificiale (IA) nel settore farmaceutico. Chinni ha evidenziato come questa tecnologia stia trasformando le fasi di ricerca e sviluppo dei farmaci, aumentando le probabilità di successo nella selezione delle molecole destinate al mercato. L’evento ha avuto luogo in un contesto in cui l’industria sta affrontando sfide significative legate all’innovazione e all’efficienza.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale nell’industria farmaceutica
Chinni ha affermato che l’IA ha già dimostrato di essere un elemento chiave nel processo di scoperta dei farmaci, contribuendo a velocizzare il lungo e complesso iter di sviluppo. La tecnologia non solo migliora le percentuali di successo nella scelta delle molecole, ma promette anche di ottimizzare l’intera catena del valore dell’industria, dalla supply chain alla personalizzazione della comunicazione. Tuttavia, Chinni ha avvertito che il potenziale dell’IA va oltre la mera automazione: è fondamentale che i lavoratori comprendano come possono trarre vantaggio da queste innovazioni.
Coinvolgere le persone nella narrativa dell’IA
Un punto cruciale sollevato da Chinni riguarda la necessità di comunicare chiaramente il valore dell’IA ai dipendenti. Secondo lui, è essenziale spiegare quale sia il loro ruolo in un contesto lavorativo in evoluzione. L’IA non deve essere vista come una minaccia, ma piuttosto come uno strumento che amplifica le capacità umane. “Abbiamo l’obbligo di far capire alle persone come l’IA possa aumentare le loro potenzialità lavorative”, ha dichiarato Chinni, sottolineando l’importanza di una narrativa che chiarisca i benefici dell’IA per ogni singolo lavoratore.
Le aspettative e le responsabilità legate all’IA
Chinni ha anche discusso le aspettative delle associazioni dei pazienti riguardo all’IA, che viene vista come una grande opportunità per accelerare l’arrivo di nuovi farmaci, in particolare per le malattie rare. Tuttavia, ha messo in guardia contro la creazione di false illusioni. “L’IA non è una soluzione miracolosa”, ha affermato, “ma rappresenta una grande opportunità, a patto che gestiamo con responsabilità i dati e la privacy”. Ha concluso dicendo che la collaborazione nella condivisione dei dati è fondamentale per ottenere risultati concreti e per migliorare la ricerca di molecole efficaci per patologie attualmente incurabili.
Il convegno ha messo in luce come l’IA possa rappresentare un fattore di cambiamento significativo nel settore farmaceutico, ma anche la necessità di un approccio responsabile e informato da parte di tutti gli attori coinvolti.
