Il 24 aprile 2026, il Collegio Italiano dei Chirurghi (CIC) ha espresso forti critiche nei confronti delle raccomandazioni fornite dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) riguardo all’uso della chirurgia robotica in vari settori, tra cui la chirurgia generale, ginecologia e urologia. In una nota ufficiale, il CIC ha evidenziato che su un totale di 22 procedure esaminate, soltanto 6 hanno ricevuto un giudizio positivo, mentre tutte le altre sono state bocciate o limitate a programmi di ricerca, comprese pratiche già consolidate in numerosi centri italiani.
Critiche al documento dell’agenas
Il presidente del CIC, Vito Chiantera, ha definito il documento “metodologicamente fragile e strategicamente miope”. Ha sottolineato che non è stato specificato quale standard di valutazione (come Grade, Nice o EUnetHta) sia stato utilizzato, e ha criticato l’assenza di meta-analisi, riducendo la valutazione delle tecnologie complesse a sole tre opzioni di giudizio, con decisioni prese a maggioranza. Inoltre, ha evidenziato che per ogni area specialistica è stato nominato un solo esperto clinico, mentre per la chirurgia generale non è stato nemmeno indicato un nominativo, nonostante la figura fosse formalmente prevista.
Contraddizioni nel report
Il CIC ha messo in evidenza diverse contraddizioni presenti nel report, che riconosce i vantaggi clinici dell’uso della robotica per interventi come l’isterectomia, la resezione anteriore del retto, resezioni epatiche e nefro-ureterectomia, ma allo stesso tempo propone raccomandazioni negative. Il report dell’Hta Agenas, pubblicato nel giugno 2025, aveva già ammesso che “l’impatto economico complessivo dell’adozione della chirurgia robotica risulta contenuto in tutte le procedure indagate”.
Contraddizione istituzionale
In aggiunta, il CIC ha evidenziato una contraddizione istituzionale con la gara Consip attualmente in corso per l’acquisto di nuove piattaforme robotiche, dove lo Stato acquista una tecnologia mentre contemporaneamente ne sconsiglia l’uso. Chiantera ha affermato che il vero problema riguarda la prospettiva futura. La chirurgia robotica, secondo il CIC, presenta una curva di apprendimento più breve rispetto alla laparoscopia avanzata, un aspetto cruciale in un contesto in cui si registra una carenza cronica di chirurghi.
Richiesta di revisione delle raccomandazioni
Il Collegio Italiano dei Chirurghi ha chiesto una revisione sostanziale delle raccomandazioni, con il coinvolgimento diretto delle società scientifiche e degli opinion leader nazionali. È stata richiesta anche una piena trasparenza metodologica, una valutazione dettagliata per indicazione clinica e una strategia nazionale per l’innovazione chirurgica che combini sostenibilità, equità territoriale e sviluppo tecnologico. Chiantera ha concluso affermando che il futuro della chirurgia si costruisce oggi, avvertendo che limitare l’uso della robotica a causa di costi aggiuntivi è una visione miope. La trasformazione nel campo della chirurgia deve essere accompagnata, altrimenti si rischia di subirne le conseguenze.
