Il 11 dicembre 2025, Matteo Bassetti, direttore del reparto di Malattie infettive presso l’Ospedale Policlinico San Martino di Genova, ha espresso preoccupazione in merito alla decisione della Cina di introdurre una tassa sui preservativi. Questa misura, approvata alla fine del 2024 e in vigore dal gennaio 2026, elimina l’esenzione fiscale per i contraccettivi e, secondo Bassetti, rappresenta un errore significativo da parte delle autorità cinesi.
Le conseguenze della tassa sui preservativi in cina
La tassa sui preservativi imposta dalla Cina, secondo Bassetti, non solo ostacola l’accesso ai metodi contraccettivi, ma potrebbe anche aggravare la situazione sanitaria nel Paese. La Cina, che ha già affrontato una crisi demografica a causa della politica del figlio unico, rischia ora di incentivare una maggiore diffusione di malattie sessualmente trasmissibili (MST) attraverso questa nuova normativa. L’analisi di Bassetti evidenzia come l’uso dei preservativi sia fondamentale non solo per la pianificazione familiare, ma anche per prevenire la diffusione di infezioni come l’HIV, la sifilide e altre MST, che hanno visto un incremento negli ultimi anni nel Paese.
Bassetti ha sottolineato che la decisione di tassare i preservativi è anacronistica, specialmente in un contesto in cui la Cina sta cercando di affrontare i problemi legati alla natalità. La decisione di limitare l’uso dei contraccettivi, secondo Bassetti, è in contraddizione con le necessità sanitarie del Paese, dove la diffusione di malattie sessualmente trasmissibili è preoccupante.
Il confronto con l’italia e l’europa
Bassetti ha anche messo in evidenza la situazione in Italia, dove la sensibilizzazione sull’uso dei preservativi è insufficiente. A differenza della Francia, che ha adottato politiche attive per promuovere l’uso dei contraccettivi, rendendoli disponibili gratuitamente per i giovani, l’Italia sembra mancare di una strategia chiara. Il direttore ha lamentato la scarsa educazione sessuale nelle scuole italiane e il fatto che la responsabilità di informare i giovani ricada principalmente sulle famiglie, senza un adeguato supporto istituzionale.
In Italia, i costi elevati dei preservativi rappresentano un ulteriore ostacolo all’accesso e all’uso di questi metodi contraccettivi. Bassetti ha ribadito che è fondamentale affrontare la questione dell’educazione sessuale e dell’accessibilità ai preservativi per garantire la salute pubblica e prevenire la diffusione di malattie.
Rischi globali legati alla nuova politica cinese
La decisione della Cina di tassare i preservativi potrebbe avere ripercussioni non solo a livello nazionale, ma anche globale. Bassetti ha avvertito che, considerando la popolazione cinese di circa 1,5 miliardi di persone, una diminuzione nell’uso dei preservativi potrebbe trasformare la Cina in una “bomba biologica” per la diffusione di malattie sessualmente trasmissibili. La mancanza di protezione potrebbe portare a un aumento delle infezioni, non solo all’interno del Paese, ma anche oltre i suoi confini, rappresentando un rischio per la salute pubblica a livello mondiale.
In questo contesto, l’analisi di Bassetti mette in luce l’importanza di politiche sanitarie che promuovano l’uso dei preservativi e la necessità di una maggiore educazione sessuale per affrontare le sfide legate alla salute pubblica.
