A Roma, dal 25 al 27 maggio 2026, si svolgerà il Congresso scientifico organizzato dall’AISM, l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, e dalla sua Fondazione, la FISM. Questo evento rappresenta un’importante occasione per approfondire le nuove frontiere della ricerca sulla sclerosi multipla, con un focus particolare sulla prevenzione e sull’innovazione nelle cure. La manifestazione si inserisce nella Settimana di informazione in vista della Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla, prevista per il 30 maggio. Saranno presenti centinaia di partecipanti, tra cui ricercatori, clinici e rappresentanti di istituzioni nazionali e internazionali, uniti per discutere il futuro della ricerca sulle patologie neurologiche.
Il tema del congresso
Il tema del Congresso, “Sclerosi multipla e patologie correlate: prevenzione ed innovazione nella ricerca e nelle cure”, evidenzia un cambiamento di paradigma nella lotta contro questa malattia. Non si tratta più solo di curare, ma di prevenire, sia la malattia che la disabilità associata. Questo approccio è sostenuto dalla FISM, che negli ultimi cinque anni ha investito oltre 40 milioni di euro in progetti di ricerca, contribuendo a produrre più di 800 pubblicazioni scientifiche. Grazie a questi sforzi, l’Italia si colloca al secondo posto nel mondo per produzione scientifica sulla sclerosi multipla.
Salute del cervello e innovazione
Il Congresso aprirà con una riflessione sulla salute del cervello, inquadrando la ricerca italiana in un contesto internazionale. Paola Zaratin, direttrice della ricerca della FISM, sottolinea che oltre 3 miliardi di persone vivono con condizioni neurologiche e che un individuo su tre svilupperà un disturbo neurologico nella propria vita. Questo scenario richiede un cambiamento significativo: è necessario un modello di innovazione che coinvolga attivamente le persone e le comunità. La presenza di esperti internazionali, come Abdelfatah Ibrahim e Pawel Swieboda, arricchirà il dibattito su questi temi cruciali.
Agenda 2030 e collaborazione
La nuova Agenda 2030 sulla sclerosi multipla e le patologie correlate promuove una ricerca partecipata e responsabile, in cui le persone con sclerosi multipla, i caregiver e i professionisti sanitari collaborano per definire obiettivi e valutare l’impatto delle strategie di prevenzione. Mario Alberto Battaglia, presidente della FISM, evidenzia l’importanza di una gestione integrata dei dati clinici e dell’uso dell’intelligenza artificiale per generare nuova conoscenza scientifica. La sinergia tra assistenza e ricerca deve diventare una norma, non un’eccezione.
Incidenza delle patologie neurologiche
Il Congresso di Roma si propone di affrontare la crescente incidenza delle patologie neurologiche e la necessità di garantire la sostenibilità dei sistemi sanitari. La Global Prevention Strategy della FISM mira a integrare ricerca, epidemiologia e politiche di salute pubblica per sviluppare un modello predittivo e preventivo per la sclerosi multipla. Marco Salvetti, membro del Comitato Scientifico della FISM, sottolinea come le recenti scoperte sul virus di Epstein Barr e altri fattori di rischio aprano nuove prospettive per la prevenzione della malattia.
Neuro-riparazione e nuove opportunità
L’attenzione alla neuro-riparazione sarà un altro tema centrale del Congresso. Tecnologie come le cellule staminali neurali e le terapie geniche rappresentano nuove opportunità per proteggere il sistema nervoso e contrastare i processi neurodegenerativi. Gianvito Martino, direttore scientifico dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, evidenzia l’importanza di sviluppare strategie che non si limitino a contenere l’infiammazione, ma che puntino a migliorare la qualità della vita dei pazienti.
Modello Multi-Act e partecipazione
Il modello Multi-Act, concepito dall’AISM e dalla FISM, promuove un approccio partecipativo alla sanità, dove pazienti e caregiver sono co-protagonisti nella definizione delle priorità e nella valutazione delle strategie di prevenzione. Rachele Michelacci, vicepresidente dell’AISM e persona con sclerosi multipla, sottolinea come questo approccio possa contribuire a ridurre le disuguaglianze e migliorare l’accesso alle cure.
Sessione finale e premio
Infine, il Congresso ospiterà una sessione dedicata alla prevenzione nelle malattie neuroimmuni rare, con un focus su NMO e MOGAD, e culminerà con l’assegnazione del Premio Rita Levi Montalcini, che quest’anno andrà a Roberta Magliozzi, Associate Professor in Cell and Molecular Neuropathology presso l’Imperial College London.
