Congresso Analitica 2026: la Società Italiana di Chimica presenta il caso Sinner

Il Congresso Nazionale di Chimica Analitica 2026 a Mestre riunisce esperti per discutere innovazioni, tecniche avanzate e dispositivi portatili nel settore della chimica analitica.

Il XXXII Congresso Nazionale della Divisione di Chimica Analitica della Società Chimica Italiana si svolgerà dal 6 al 10 settembre 2026 al Campus Scientifico di Ca’ Foscari a Mestre. L’evento, che riunirà circa 400 esperti del settore provenienti da università e centri di ricerca italiani, si propone di favorire il confronto tra idee, la creazione di collaborazioni e la valorizzazione dei giovani talenti. L’organizzazione è curata dai due dipartimenti dell’ateneo veneziano: il Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica e il Dipartimento di Scienze Molecolari e Nanosistemi.

Programma del congresso

Il programma del congresso prevede conferenze plenarie tenute da relatori di fama internazionale. Tra i nomi di spicco figurano Susana Campuzano Ruiz dell’Università Complutense di Madrid, Ralf Ebinghaus dell’Istituto di Chimica Ambientale Costiera, Helmholtz-Zentrum Geesthacht ed Elia Psillakis dell’Università Tecnica di Creta. L’evento rappresenta un’importante occasione di aggiornamento sulle ultime novità in campo analitico e di discussione sui temi più attuali della ricerca.

Innovazioni nella chimica analitica

La ricerca nel campo della chimica analitica si sta concentrando sullo sviluppo di tecniche e strumenti sempre più avanzati, capaci di identificare e quantificare sostanze presenti in concentrazioni estremamente basse, anche in campioni complessi. Un caso emblematico è rappresentato dal recente “caso Sinner”, in cui si è riusciti a rilevare tracce infinitesimali di clostebol, uno steroide anabolizzante sintetico. I campioni analizzati hanno mostrato una concentrazione di clostebol pari a 86 picogrammi per millilitro, una quantità incredibilmente ridotta, rilevabile solo grazie a strumenti di alta sensibilità.

Dispositivi portatili e miniaturizzati

Un’altra frontiera della chimica analitica è lo sviluppo di dispositivi portatili e facili da usare, in grado di effettuare analisi in loco e, in alcuni casi, in tempo reale. Un esempio significativo sono i glucometri utilizzati per il monitoraggio della glicemia nei pazienti diabetici. Questi strumenti, insieme a piccoli sensori applicati sulla pelle, consentono un monitoraggio continuo dei livelli di glucosio nel sangue. La ricerca si sta orientando verso la realizzazione di sistemi in grado di monitorare biomarcatori clinici e parametri legati alla qualità dell’acqua e dell'<strong'aria, rendendo le analisi più rapide e accessibili, con benefici sia per la salute pubblica che per la tutela ambientale.

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