Covid, disponibile la pillola per la prevenzione della Pep: parere degli esperti

La Commissione Europea approva ensitrelvir per la profilassi post-esposizione al Covid-19, introducendo un nuovo antivirale orale per adulti e adolescenti a rischio.

La Commissione Europea ha recentemente dato il via libera all’uso di ensitrelvir (commercializzato come Zokovea) per la profilassi post-esposizione al Covid-19. Questa decisione, comunicata il 26 settembre 2026, segna un passo significativo nel trattamento della malattia, con esperti del settore che la definiscono una vera e propria svolta nell’impiego degli antivirali.

Il nuovo farmaco per la profilassi post-esposizione

L’approvazione di ensitrelvir rappresenta l’introduzione della prima terapia antivirale orale autorizzata in Europa per la profilassi post-esposizione al Covid-19. Questo farmaco è destinato a adulti e adolescenti a partire dai 12 anni, da assumere dopo un contatto con persone infette dal virus SARS-CoV-2. Secondo quanto dichiarato da Shionogi & Co. Ltd, l’azienda produttrice, il farmaco aggiunge un’importante opzione alle misure già esistenti per affrontare le emergenze sanitarie legate al Covid-19. La compagnia ha sottolineato come l’uso di antivirali possa integrarsi con vaccini, diagnostica e sorveglianza, creando un approccio più completo alla salute pubblica.

Il farmaco è stato oggetto di uno studio di fase 3, noto come Scorpio-Pep, che ha coinvolto oltre 2.300 partecipanti. I risultati hanno evidenziato una riduzione significativa, pari al 67%, del rischio di sviluppare sintomi di Covid-19 entro dieci giorni dall’inizio del trattamento rispetto al placebo. Questo studio rappresenta un’importante evidenza clinica per l’efficacia di ensitrelvir nella profilassi post-esposizione, supportando così la decisione della Commissione Europea.

Le opinioni degli esperti

Il professor Matteo Bassetti, infettivologo e direttore della Clinica di Malattie Infettive all’Irccs Ospedale Policlinico San Martino di Genova, ha commentato l’approvazione di ensitrelvir come un cambiamento cruciale nel ruolo degli antivirali. Secondo Bassetti, il farmaco non solo offre un trattamento per chi ha già contratto il virus, ma rappresenta anche una nuova strategia per prevenire la malattia sintomatica in seguito a un contatto con un soggetto infetto. Questo approccio amplia le opzioni disponibili per proteggere le persone a rischio.

Tuttavia, il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva dell’Università Statale di Milano, ha avvertito che ensitrelvir non deve essere visto come un sostituto del vaccino. Pregliasco ha evidenziato che, mentre il farmaco rappresenta un passo avanti nella gestione dell’infezione, la vaccinazione rimane fondamentale per ridurre il rischio di forme gravi, specialmente tra le persone vulnerabili. Ha sottolineato che l’uso del farmaco deve avvenire sotto supervisione medica, evitando l’idea di una “pillola del giorno dopo” per il Covid-19.

Implicazioni future e utilizzo del farmaco

La profilassi post-esposizione con ensitrelvir potrebbe rivelarsi particolarmente utile in contesti familiari, dove vi sono persone fragili o anziane a rischio. Tuttavia, è importante che l’uso del farmaco sia gestito con attenzione e non diventi un’opzione autonoma. La continua circolazione del virus richiede un approccio integrato, combinando vaccini, diagnosi e antivirali per affrontare efficacemente la pandemia.

Huw Tippett, CEO di Shionogi Europe, ha dichiarato che l’approvazione di ensitrelvir rappresenta un importante traguardo per l’azienda, confermando la validità delle evidenze cliniche a supporto del farmaco. Al di fuori dell’Unione Europea, ensitrelvir è già stato approvato in Giappone e negli Stati Uniti, dove è disponibile sia per la profilassi post-esposizione sia per il trattamento del Covid-19. L’azienda continua a investire nella ricerca e sviluppo di nuove soluzioni per le malattie infettive, contribuendo così alla preparazione per le emergenze sanitarie future.

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