La Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI) ha espresso una forte opposizione a un emendamento recentemente approvato dalla Commissione Affari Sociali della Camera. Questo emendamento, parte del disegno di legge delega per la riforma delle professioni sanitarie, permette ai medici radiati per comportamenti non dolosi legati alla pandemia da SARS-CoV-2 di richiedere la reiscrizione all’Albo professionale. La posizione di SIAARTI è chiara: questa modifica legislativa potrebbe consentire il ritorno di medici che hanno diffuso posizioni no-vax e informazioni false sui vaccini, minando la credibilità della professione medica.
Le preoccupazioni di SIAARTI
Il 20 luglio 2026, SIAARTI ha pubblicato una nota in cui sottolinea la gravità della situazione. Secondo l’associazione, le condotte di alcuni medici durante la pandemia hanno già messo a repentaglio la salute pubblica. Mentre molti professionisti sanitari si sono trovati a fronteggiare una pressione assistenziale senza precedenti, alcuni medici hanno abusato della loro posizione per alimentare la sfiducia nei vaccini e nelle istituzioni sanitarie. SIAARTI afferma che tali comportamenti non possono essere considerati semplici opinioni personali, ma devono essere valutati in base ai doveri professionali e deontologici.
La libertà di espressione, secondo SIAARTI, non deve giustificare la diffusione di informazioni fuorvianti in ambito sanitario. I medici hanno l’obbligo di basare le loro indicazioni sulle evidenze scientifiche più solide e di proteggere la salute dei pazienti, specialmente in situazioni di emergenza. La frase “primum non nocere” deve rimanere un principio fondamentale, impedendo che le opinioni personali possano compromettere la salute dei pazienti.
Le implicazioni della nuova norma
SIAARTI avverte che la possibilità di una reiscrizione straordinaria per medici radiati potrebbe delegittimare le decisioni prese dagli Ordini professionali dopo indagini approfondite. Questo potrebbe compromettere l’autonomia degli ordini e creare un precedente pericoloso per il sistema sanitario. Se le condotte professionali già giudicate incompatibili con l’esercizio della medicina possono essere rimesse in discussione per motivi politici, si rischia di indebolire la credibilità della professione e di compromettere la capacità delle istituzioni di combattere la disinformazione scientifica.
SIAARTI ha chiesto che la disposizione venga rimossa nelle prossime fasi del processo legislativo. L’associazione invita il Parlamento a rispettare l’autonomia degli Ordini professionali e a garantire la protezione della salute dei cittadini, sottolineando l’importanza di difendere i valori della scienza medica.
Il futuro della professione medica
La posizione di SIAARTI pone interrogativi sul futuro della professione medica in Italia. La pandemia ha messo in evidenza la necessità di una comunicazione chiara e basata su evidenze scientifiche. La possibilità che medici che hanno diffuso disinformazione possano tornare a esercitare la professione rappresenta una minaccia non solo per la salute pubblica, ma anche per la fiducia dei cittadini nei confronti del sistema sanitario.
Il dibattito attuale è quindi cruciale per definire non solo le regole che governano la professione medica, ma anche per stabilire come affrontare le sfide future in ambito sanitario. La richiesta di SIAARTI di rimuovere l’emendamento è un passo importante per garantire che la professione medica continui a essere guidata da principi etici e scientifici, proteggendo così la salute dei cittadini e mantenendo l’integrità del sistema sanitario.
