Crescita della medicina in Albania: 500 nuovi studenti ogni anno e collaborazione con l’Italia sulla One Health

L’Università di Medicina di Tirana sigla un accordo con l’Università Politecnica delle Marche per potenziare la formazione medica e affrontare il fabbisogno di professionisti sanitari in Albania.

Il 24 aprile 2026, l’Università di Medicina di Tirana ha ufficialmente siglato un accordo di collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche, confermando l’importanza delle sinergie internazionali nel settore della formazione medica. Il rettore dell’ateneo albanese, Xheladin Draçini, ha sottolineato come le università italiane siano partner fondamentali in questo processo, data la significativa formazione ricevuta da molti docenti in Italia.

La crescita della facoltà di medicina di Tirana

Ogni anno, la Facoltà di Medicina di Tirana accoglie circa 500 nuovi studenti, un numero che rappresenta il massimo sostenibile in base alle risorse disponibili. Solo cinque anni fa, gli iscritti erano circa 260 all’anno, un incremento necessario per rispondere al crescente fabbisogno di medici nel sistema sanitario nazionale albanese. Attualmente, il totale degli studenti iscritti al corso di Medicina generale si attesta intorno ai 3.000, rendendo questo programma il più richiesto tra le offerte formative dell’ateneo. Draçini ha evidenziato come il potenziamento del numero di studenti sia stato una risposta diretta alla necessità di formare professionisti sanitari in grado di servire un sistema in continua evoluzione.

Il protocollo di intesa e le sue implicazioni

L’accordo firmato il 24 aprile è stato sottoscritto alla presenza di Rossana Berardi, professore ordinario di Oncologia all’Università Politecnica delle Marche e presidente di One Health Foundation. Draçini ha spiegato che le collaborazioni internazionali sono essenziali per migliorare la qualità della didattica e per condividere competenze. Il governo albanese ha messo in atto strategie per trattenere i giovani professionisti nel Paese, obbligando i neolaureati a lavorare per un periodo compreso tra 1 e 3 anni nelle strutture del Servizio sanitario nazionale. Inoltre, l’università offre un sistema di 36 scuole di specializzazione, permettendo ai laureati di proseguire il loro percorso formativo.

Le sfide e le opportunità future

Draçini ha anche messo in luce una sfida cruciale: ridurre il divario tra conoscenza e comportamento, citando il consumo di tabacco come esempio di comportamento dannoso diffuso nonostante la consapevolezza dei suoi effetti negativi. Per affrontare tali contraddizioni, l’università ha sviluppato un polo di salute pubblica in collaborazione con l’Istituto di sanità pubblica dell’Albania, che consente di raccogliere dati e studiare i comportamenti che influiscono negativamente sulla salute. Le opportunità di sviluppare progetti comuni tra Albania e Italia sono ampie, favorendo lo scambio di studenti e docenti, e offrendo agli studenti italiani l’opportunità di confrontarsi con problematiche di salute pubblica diverse.

La nave della salute e la cooperazione accademica

La ‘Nave della salute’ di One Health Foundation ha fatto ritorno a Tirana, confermandosi come un’importante iniziativa di cooperazione accademica e culturale. Berardi ha sottolineato come questo progetto unisca assistenza, formazione e ricerca, coinvolgendo università e istituzioni di vari Paesi. L’obiettivo è formare ‘ambasciatori della salute’, giovani che possano promuovere buone pratiche e stili di vita sani tra i loro coetanei.

La visita della delegazione della ‘Nave della salute’ coincide con il secondo congresso delle scienze della salute, un evento che ha messo in evidenza un cambio di prospettiva nella medicina, passando da una visione ristretta della cura della malattia a un approccio più ampio che considera la salute come un bene da preservare. Draçini e Berardi hanno concluso evidenziando l’importanza di considerare la salute come un equilibrio tra uomo, ambiente e società, un principio fondamentale della visione One Health.

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