Dalla neuropsichiatria infantile al counselling sistemico: il metodo innovativo di Silvana Quadrino

Silvana Quadrino sviluppa un modello di formazione innovativo per migliorare la comunicazione nelle professioni di cura, enfatizzando l’importanza dello sguardo sistemico e della responsabilità comunicativa.

Silvana Quadrino, professionista con oltre quarant’anni di esperienza, ha sviluppato un modello di formazione innovativo basato sullo sguardo sistemico, un approccio che ha dimostrato di proteggere i professionisti e migliorare la qualità del loro intervento. La Quadrino, psicologa e psicoterapeuta, nonché formatrice e supervisore di counselling, ha dedicato la sua carriera a migliorare la comunicazione nelle professioni di cura.

La sua formazione ha radici pedagogiche e si è arricchita di una prospettiva interdisciplinare. Dopo aver conseguito la laurea, ha partecipato a uno dei primi corsi di specializzazione in Psicologia clinica dell’età evolutiva. Nel 1977 ha proseguito con il primo corso di Psicoterapia della famiglia presso il Centro Milanese per lo Studio della Famiglia, dove ha avuto l’opportunità di formarsi con esperti del settore come Mara Selvini, Luigi Boscolo e Gianfranco Cecchin.

A Torino, nel 1974, ha iniziato a lavorare con le prime equipe territoriali di neuropsichiatria infantile, acquisendo esperienza diretta con bambini e famiglie in contesti complessi. Negli anni Ottanta, la Quadrino ha ampliato il suo impegno, non limitandosi alla psicoterapia, ma dedicandosi anche alla formazione di professionisti non psicologi sulla comunicazione e sulla relazione di cura.

Il modello sistemico-narrativo

Silvana Quadrino ha creato un modello sistemico-narrativo per rispondere alle esigenze di educatori, insegnanti, operatori sociali, medici e riabilitatori, spesso in difficoltà nella gestione della comunicazione con pazienti e familiari. Nel 1989, ha fondato, insieme al medico Giorgio Bert, l’Istituto Change di Torino, la prima scuola in Italia dedicata al counselling sistemico. Da oltre quarant’anni, fornisce formazione sui temi della comunicazione nelle relazioni di cura, collaborando con università, aziende sanitarie e ordini professionali.

La Quadrino ha approfondito l’educazione alla genitorialità e collabora regolarmente con la rivista UPPA, contribuendo con articoli e percorsi formativi per professionisti dell’infanzia e famiglie. La sua carriera è caratterizzata da una continua interazione tra ricerca, pratica clinica e divulgazione, sempre focalizzandosi sulla qualità delle relazioni educative e di cura.

La comunicazione nelle professioni di cura

Durante un’intervista, Silvana Quadrino ha condiviso il suo percorso professionale, iniziato come insegnante di lettere e storia nelle scuole medie e nei licei. La sua specializzazione in psicologia clinica dell’età evolutiva le ha permesso di entrare a far parte delle prime equipe di neuropsichiatria infantile a Torino. La Quadrino ha notato che il modello psicodinamico dominante non rispondeva adeguatamente alle esigenze sociali della città, caratterizzata da disuguaglianze culturali e linguistiche.

L’incontro con Mara Selvini ha segnato un punto di svolta, portandola a sviluppare un metodo di formazione basato sullo sguardo sistemico, applicabile a contesti non terapeutici. Ha iniziato a formare educatori e professionisti sanitari, definendo il suo metodo come counseling, per differenziarlo dagli interventi psicologici e psicoterapeutici. Il suo primo libro, “Il medico e il counseling”, pubblicato nel 1989, ha sistematizzato questo approccio.

Le sfide future nella comunicazione sanitaria

Silvana Quadrino ha sottolineato l’importanza della comunicazione nelle professioni di cura, evidenziando che ogni atto comunicativo può influenzare le dinamiche familiari del paziente. Ha affermato che i professionisti devono essere formati per relazionarsi in modo efficace con pazienti e familiari, evitando di imitare l’intervento dello psicologo.

Le sue esperienze formative, accumulate in oltre quarant’anni, le hanno permesso di sviluppare un metodo che enfatizza la responsabilità comunicativa e la consapevolezza delle dinamiche relazionali. La Quadrino ha avvertito che la crescente diffusione di informazioni sulla salute, anche attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale, potrebbe portare a conflitti e malintesi tra pazienti e professionisti.

Guardando al futuro, ha espresso preoccupazione per il finanziamento sempre più limitato della formazione nel settore della comunicazione, specialmente in un contesto di smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale. Ha esortato i giovani professionisti a non trascurare l’importanza della comunicazione, sottolineando che preservare il proprio benessere è fondamentale per garantire un intervento di qualità.

Progetti e impegni futuri

Silvana Quadrino continua a lavorare su progetti che riguardano la conduzione di colloqui con coppie in contesti non terapeutici, come medici e pediatri che interagiscono con genitori e pazienti. La sua ricerca si concentra anche sulla conduzione del colloquio decisionale e motivazionale e sull’educazione affettiva al maschile, temi sui quali ha già pubblicato opere e organizzato incontri.

La Quadrino invita i lettori a mantenere viva la curiosità, ascoltando attivamente i pazienti e ponendo domande che possano rivelare aspetti cruciali per stabilire relazioni efficaci. La sua carriera, caratterizzata da un impegno costante nella formazione e nella divulgazione, si propone di continuare a influenzare positivamente la comunicazione nelle professioni di cura.

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