Dalle politiche urbane al benessere: il modello ‘Città Sane – Oms’ festeggia 25 anni di successi

Il Campidoglio di Roma ospita il meeting della Rete Italiana Città Sane, evidenziando il ruolo dei Comuni nella salute pubblica e l’importanza di politiche integrate per il benessere urbano.

Nella giornata di ieri e oggi, il Campidoglio di Roma ha ospitato un evento significativo per la salute pubblica: il meeting annuale della Rete Italiana Città SaneOms, intitolato ‘Città che si prendono cura. 25 anni di impegno per la salute urbana’. Questo incontro assume un valore particolare in vista del 2026, anno in cui la Rete celebrerà il suo venticinquesimo anniversario. L’incontro ha messo in evidenza l’importanza di considerare la salute come un bene comune, da promuovere attraverso politiche integrate, coinvolgimento della comunità e attenzione ai fattori sociali e ambientali.

Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha dato il benvenuto ai partecipanti, sottolineando il ruolo fondamentale dei Comuni nella promozione della salute. Fondata nel 2001 e riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la Rete Italiana Città Sane ha affiancato nel corso degli anni numerose amministrazioni locali, contribuendo a creare una rete di buone pratiche e progettazione collaborativa. Oggi, la Rete rappresenta oltre 13 milioni di cittadini.

Il ruolo dei Comuni nella salute pubblica

Lamberto Bertolé, presidente della Rete Italiana Città Sane, ha evidenziato come, negli ultimi 25 anni, si sia sviluppata una nuova consapevolezza nei Comuni italiani riguardo alla salute pubblica. “La salute non si costruisce solo attraverso i servizi sanitari, ma anche attraverso decisioni sociali, educative e ambientali che influenzano la vita quotidiana delle persone”, ha dichiarato Bertolé. Durante il meeting, si è discusso dell’importanza delle città nel contribuire alla salute dei cittadini, specialmente in un contesto caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle fragilità e dalla crisi climatica.

Il meeting si inserisce nella fase VIII della Rete Europea Oms, che si basa su principi come ‘persone, luoghi, partecipazione, prosperità, pianeta, pace e preparazione’. Tra i temi affrontati, si sono evidenziati la prevenzione, la socialità, la salute mentale e la lotta alle disuguaglianze. Diversi esperti, amministratori e rappresentanti del terzo settore hanno preso parte all’evento, contribuendo a un dibattito ricco di spunti e proposte.

Presentazione del volume e contributi significativi

Un momento centrale del meeting è stata la presentazione del volume ‘Fare salute. Esperienze, prospettive e ruolo delle città italiane’, realizzato in occasione del venticinquesimo anniversario della Rete. Coordinato da Francesco Caroli, il libro raccoglie contributi di sindaci, esperti e istituzioni, offrendo una panoramica sul ruolo cruciale dei Comuni in ambiti come ambiente, mobilità e inclusione sociale. Caroli ha sottolineato l’importanza del lavoro collettivo che ha portato alla realizzazione di questa pubblicazione, frutto di numerosi interventi.

Durante l’evento, Giovanni Leonardi, capo Dipartimento della Salute umana, ha richiamato l’importanza dell’approccio One Health come metodo per affrontare la complessità della salute urbana. “Non si tratta solo di una cornice teorica, ma di un metodo operativo per gestire in modo integrato le sfide sanitarie”, ha affermato Leonardi. Barbara Funari, Assessora alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale, ha aggiunto che la salute delle persone è influenzata anche dalle politiche urbane e sociali, evidenziando come le città possano intervenire efficacemente sui fattori che determinano il benessere.

Premiazioni e riconoscimenti

Il meeting si è concluso con la cerimonia di premiazione dell’Oscar della Salute 2026, giunto alla sua diciannovesima edizione. Il premio è stato assegnato al Comune di Sacile per il progetto “Attiviamoci!”, un’iniziativa innovativa contro la violenza di genere che coinvolge gli operatori del settore beauty come ‘agenti sentinella’. Inoltre, il mini Oscar della Salute 2026 è andato al Comune di Oliena per il progetto ‘Caminadores e i sentieri del benessere’, che promuove l’invecchiamento attivo attraverso gruppi di cammino.

La giuria ha anche conferito menzioni speciali ad altri comuni per l’originalità dei progetti presentati. Bertolé ha sottolineato che l’Oscar della Salute non rappresenta solo un riconoscimento, ma un atto politico e culturale, evidenziando l’importanza del lavoro quotidiano dei Comuni per avvicinare la salute ai cittadini. Con il messaggio chiaro che la salute va oltre i servizi sanitari, il meeting ha ribadito l’importanza delle politiche urbane integrate per costruire un futuro più equo e sostenibile.

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