La presidente di Europa Donna Italia, Rosanna D’Antona, ha recentemente evidenziato una problematica significativa riguardante il dialogo tra le pazienti e i medici in merito alla diagnosi di tumore al seno. In un’intervista rilasciata il 2 ottobre 2026, D’Antona ha commentato i risultati di uno studio condotto da Iqvia sul tumore al seno He+/Her2− in fase iniziale, promosso da Novartis Italia in occasione del Breast Cancer Awareness Month.
Il dialogo tra pazienti e medici
Secondo i dati presentati, l’88% delle donne affette da tumore al seno richiede maggiori informazioni al momento della diagnosi. Tuttavia, quando si tratta di comprendere il proprio rischio di recidiva, questa percentuale scende al 60%. D’Antona ha sottolineato come sia fondamentale per le pazienti avere un dialogo aperto con i propri medici, ma ha rilevato che solo il 24% delle donne riesce effettivamente a stabilire questo tipo di comunicazione. Questo dato mette in evidenza una lacuna nelle interazioni tra pazienti e professionisti sanitari, che potrebbe influire sulla qualità delle cure ricevute.
La presidente ha sottolineato che il Breast Cancer Awareness Month ha avuto successo nel sensibilizzare le donne riguardo alla malattia, specialmente in un momento critico come quello della diagnosi. Ha inoltre fatto notare che in passato le pazienti non avevano accesso alle stesse informazioni disponibili oggi, né alla cultura della partecipazione attiva nella propria cura. L’evoluzione nel modo in cui le donne si avvicinano alla malattia sta cambiando il panorama della salute femminile.
Il ruolo delle associazioni
D’Antona ha messo in evidenza l’importanza delle associazioni di supporto, che svolgono un ruolo cruciale nel fornire accoglienza e informazioni alle pazienti. Attualmente, Europa Donna Italia rappresenta circa 180 associazioni attive nel paese, tutte impegnate in attività di caregiving. Queste associazioni offrono diverse modalità di supporto, tra cui lettura, pittura, yoga e scrittura creativa, tutte finalizzate a facilitare l’accoglienza e lo scambio di esperienze tra le donne.
La presidente ha spiegato come, attraverso queste attività, le associazioni possano contribuire a migliorare la qualità della vita delle pazienti. Spesso, un semplice gesto come una risata o un pianto condiviso può avere un impatto significativo nel processo di accoglienza. Inoltre, le associazioni sono in grado di supportare le donne che devono affrontare spostamenti per raggiungere strutture sanitarie, curando le trasferte e garantendo un aiuto concreto in momenti di grande difficoltà.
D’Antona ha concluso affermando che il supporto delle associazioni è fondamentale per accompagnare le donne in un percorso che può risultare devastante, come quello di una diagnosi di tumore al seno. La loro presenza offre non solo un aiuto pratico, ma anche un sostegno emotivo in un momento di grande vulnerabilità.
