Donne e Hiv: stigma e accesso limitato alla PrEP per le pazienti

Il Congresso Icar 2026 a Catania evidenzia le sfide delle donne nella lotta contro l’Hiv, sottolineando stigma, diagnosi tardiva e disuguaglianze nell’accesso alla prevenzione.

Il 22 maggio 2026, si è concluso il 18esimo Congresso Icar (Italian Conference on Aids and Antiviral Research) a Catania, un evento che ha messo in luce le sfide e le difficoltà che le donne affrontano nella lotta contro l’Hiv. Durante il congresso, è emerso che le donne sono più penalizzate dalle conseguenze sociali e sanitarie legate a questa malattia, un aspetto che richiede un’attenzione particolare da parte della comunità scientifica e istituzionale.

Il peso dell’hiv sulle donne

Un focus particolare è stato dedicato agli ostacoli che le donne devono affrontare quando convivono con il virus dell’Aids. Secondo i dati presentati, nel 2024 in Italia, le nuove diagnosi di Hiv riguardano per il 79% uomini e per il 20,8% donne. L’età media alla diagnosi è in aumento, attestandosi a 41 anni per gli uomini e 40 per le donne. Questo cambiamento indica un’evoluzione del profilo epidemiologico, con un coinvolgimento crescente di persone di mezza età. La fascia di età 30-39 anni rimane la più colpita, con un’incidenza di 10 casi ogni 100.000 residenti. Nonostante la minor presenza di diagnosi femminili, l’impatto sociale della malattia è particolarmente grave per le donne, che spesso si trovano a dover affrontare lo stigma e le conseguenze negative sulla loro vita sociale e lavorativa.

Giuseppe Nunnari, co-presidente del congresso e professore di Malattie Infettive all’Università di Catania, ha sottolineato l’importanza di promuovere percorsi di prevenzione specifici per le popolazioni vulnerabili, in particolare per le donne. La necessità di sviluppare strategie mirate per gli adolescenti, utilizzando linguaggi innovativi e coinvolgendo il mondo scolastico, è stata evidenziata come un passo fondamentale per affrontare questa problematica.

Stigma e diagnosi tardiva

Ilenia Pennini, co-presidente del Congresso Icar e responsabile Salute Arcigay nazionale, ha messo in evidenza come lo stigma continui a rappresentare un ostacolo significativo per le donne che vivono con Hiv. La diagnosi è spesso fatta in età fertile, durante il tentativo di concepimento, e può portare a una rinuncia al desiderio di maternità, nonostante la trasmissione materno-fetale possa essere praticamente evitata con una gestione adeguata della malattia.

La questione della diagnosi tardiva è un altro nodo cruciale. Molte donne non si sottopongono a test regolari, e alcune non hanno mai effettuato un test nella loro vita. Pennini ha sottolineato che il virus non conosce pregiudizi e che è fondamentale promuovere la consapevolezza riguardo all’importanza dei test per Hiv, indipendentemente dal numero di partner.

Accesso alla prevenzione e disuguaglianze di genere

Un altro tema affrontato durante il congresso è stato l’accesso alla profilassi pre-esposizione (PrEP), che in Italia presenta una distribuzione disomogenea. Antonella Castagna, presidente di Icar e direttrice della Clinica di Malattie infettive dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha evidenziato come la maggior parte delle richieste di PrEP provenga da uomini che hanno rapporti sessuali con uomini, mentre le donne rappresentano una percentuale molto ridotta. Questo squilibrio di genere nell’accesso alla prevenzione richiede un approccio multidisciplinare che integri maggiormente la salute femminile nella lotta contro l’Hiv.

Pennini ha aggiunto che la prevenzione femminile è spesso vista come un tema separato dalla contraccezione, mentre entrambi dovrebbero essere considerati parte di un percorso di salute integrato. È necessario superare le barriere culturali e sanitarie per normalizzare l’uso della PrEP e garantire che tutte le donne abbiano accesso alle informazioni e ai servizi di prevenzione.

Il Congresso Icar ha rappresentato un’importante occasione di confronto e riflessione su questi temi, sottolineando l’urgenza di affrontare le disuguaglianze di genere nella salute e nella prevenzione dell’Hiv.

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