Dopo le vacanze, gonfiore e intestino ‘bloccato’: gli esperti chiariscono il mito detox e offrono consigli utili

L’intestino non ha bisogno di pulizia, ma di un ritorno alle abitudini alimentari normali per affrontare gonfiore, stitichezza e difficoltà digestive dopo le vacanze.

Il parere degli esperti gastroenterologi dell’Aigo chiarisce che l’intestino non necessita di un processo di pulizia, ma piuttosto di un ritorno alle abitudini alimentari consuete. Disturbi come gonfiore, stitichezza, difficoltà digestive e reflusso possono manifestarsi dopo settimane di comportamenti alimentari alterati.

02 settembre 2026 | 06.47

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Ritorno alle abitudini alimentari

Al termine di un periodo caratterizzato da pasti abbondanti, orari irregolari, cene tardive e un aumento del consumo di alcol, molti individui sperimentano sintomi come gonfiore, irregolarità intestinale, stitichezza e difficoltà digestive al rientro dalle vacanze. In questo contesto, le diete detox e i prodotti per la purificazione intestinale tornano a guadagnare popolarità. Tuttavia, secondo il dottor Claudio Londoni, responsabile della Struttura semplice di Endoscopia digestiva di Rivolta d’Adda, Asst Crema, e membro della commissione Aigo, “l’intestino non ha bisogno di essere ripulito, ma di recuperare le abitudini abituali”.

Funzionamento dell’apparato digerente

L’apparato digerente è un sistema complesso e dinamico, influenzato non solo dalla dieta, ma anche da fattori come gli orari dei pasti, l’attività fisica e il sonno. Gli esperti sottolineano che riprendere gradualmente le normali abitudini alimentari può rappresentare una forma di ‘terapia naturale’. Stabilire orari regolari per i pasti stimola la motilità gastrointestinale, mentre un adeguato sonno e movimento sono essenziali per il corretto funzionamento del sistema digestivo. Un esempio di questo meccanismo è il riflesso gastro-colico, che si attiva con l’ingresso del cibo nello stomaco, aumentando così la motilità del colon. “Quando ci si sente bloccati – afferma Londoni – è più utile prendersi il tempo necessario per la colazione, idratarsi e non ignorare lo stimolo di evacuazione, piuttosto che ricorrere immediatamente a lassativi”.

Attività fisica e alimentazione

Riprendere l’attività fisica e camminare regolarmente possono migliorare la motilità intestinale. Un’alimentazione bilanciata, ricca di liquidi e fibre, è uno dei primi passi per affrontare la stitichezza. Tuttavia, è importante non esagerare con l’assunzione di fibre dopo un periodo di alimentazione irregolare. Aumentare le fibre in modo graduale è fondamentale, poiché un incremento repentino può causare un aumento della produzione di gas. Questo può portare a un effetto indesiderato: maggiore assunzione di fibre e maggiore gonfiore. Gli adulti dovrebbero puntare a un apporto quotidiano di circa 22-34 grammi di fibre, adattandolo alle proprie esigenze e accompagnandolo con una sufficiente idratazione. Londoni precisa che il gonfiore può derivare da vari fattori, inclusa la fermentazione di alcuni carboidrati e la sensibilità individuale. Uno dei miti più diffusi è la necessità di ‘disintossicare’ l’organismo dopo le vacanze. “Non esiste alcuna necessità gastroenterologica di seguire una dieta detox”, sottolinea Londoni.

Meccanismi fisiologici e diete detox

Le evidenze cliniche non supportano la capacità delle diete detox di eliminare tossine. Gli organi come fegato, reni e intestino possiedono già meccanismi fisiologici per la trasformazione e l’eliminazione delle sostanze. Per una persona sana, l’obiettivo dovrebbe essere quello di recuperare un’alimentazione equilibrata e uno stile di vita regolare piuttosto che cercare di eliminare tossine. Anche l’uso di prodotti per “svuotare” rapidamente l’intestino non dovrebbe diventare una soluzione automatica per irregolarità temporanee. Lo stesso vale per probiotici e fermenti lattici, che non possono essere considerati una panacea. La loro efficacia varia a seconda del disturbo e del ceppo utilizzato. In generale, il funzionamento dell’intestino è influenzato da un insieme di abitudini, comprese alimentazione, assunzione di fibre, attività fisica e gestione dello stress.

Gestione della dispepsia e reflusso

Per quanto riguarda la dispepsia, che può manifestarsi con sensazioni di pienezza, gonfiore o nausea, e il reflusso gastroesofageo, che comporta il ritorno del contenuto gastrico nell’esofago, la soluzione non è una dieta drastica. È preferibile tornare a pasti regolari e moderati, identificando eventuali alimenti che peggiorano i sintomi. Non esiste un numero di giorni valido per tutti per ripristinare la normalità. Dopo un viaggio o un periodo di abitudini diverse, un cambiamento temporaneo nell’alvo è normale, e spesso il ritorno alla routine è sufficiente per ridurre i sintomi. È importante osservare il decorso dei disturbi: un problema lieve che migliora è diverso da uno persistente o che si aggrava.

Attenzione ai sintomi gravi

Infine, non è corretto attribuire automaticamente ai periodi di vacanza sintomi gravi o persistenti. Situazioni come sangue nelle feci, feci nere, perdita di peso non intenzionale, vomito frequente o dolore addominale intenso meritano un’attenzione medica. “Il vero ‘reset’ dell’intestino non è un succo detox o un prodotto miracoloso, ma consiste nel riprendere gradualmente le normali abitudini alimentari, idratarsi, aumentare le fibre senza cambiamenti bruschi, mantenere un’attività fisica regolare e ascoltare i segnali del corpo”, conclude Londoni.

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