Ebola, il co-scopritore del virus avverte: “La diffusione è senza precedenti”

Il virologo Jean-Jacques Muyembe avverte sulla rapida diffusione dell’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, evidenziando ritardi nella risposta sanitaria e il collasso del sistema.

Il virologo congolese Jean-Jacques Muyembe ha recentemente espresso preoccupazione riguardo alla diffusione dell’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, avvertendo che il virus si sta propagando a una velocità senza precedenti. In un’intervista rilasciata al quotidiano francese ‘Le Monde’, Muyembe ha rivelato che l’epidemia è stata identificata con notevole ritardo, sottolineando che è probabile che il virus abbia iniziato a circolare già nel mese di gennaio. A partire dal 13 agosto 2026, il bilancio delle vittime si avvicina rapidamente a quello dell’epidemia del 2018, che durò ventidue mesi, creando un clima di allerta e preoccupazione tra le autorità sanitarie e la popolazione.

Situazione del sistema sanitario

La situazione sanitaria nella Repubblica Democratica del Congo è critica. Jean-Jacques Muyembe ha spiegato che l’epidemia è stata riconosciuta solo molto tardi. “Probabilmente ha iniziato a circolare a gennaio, ma non è stata confermata fino ad aprile o maggio”, ha affermato, evidenziando come questo ritardo abbia consentito al virus di diffondersi tra le comunità. Attualmente, il numero delle zone sanitarie colpite è passato da tre a ben 53, con cinque province coinvolte.

Muyembe ha anche messo in luce il collasso del sistema sanitario, aggravato dallo smantellamento dell’Usaid all’inizio del 2025, che ha indebolito il meccanismo di sorveglianza epidemiologica nel Paese. La diffusione dell’epidemia si è verificata in una delle regioni più densamente popolate, caratterizzata da conflitti armati e attività minerarie intense, che hanno ulteriormente facilitato la propagazione del virus. La risposta, sia a livello nazionale che internazionale, è stata definita “lenta e inefficace”, con le autorità che stanno cercando di recuperare il tempo perduto.

Il pipistrello come possibile vettore del virus

A cinquant’anni dalla scoperta del virus Ebola, ci sono ancora molte incognite da chiarire. Tra queste, la questione dell’animale responsabile della trasmissione del virus rimane uno dei principali enigmi. Muyembe ha indicato il pipistrello come un possibile vettore, richiamando alla memoria la prima epidemia avvenuta in Sudan nel 1976, che ebbe origine in una fabbrica di cotone infestata da pipistrelli. Gli escrementi di questi animali potrebbero aver infettato la popolazione locale.

In aggiunta, la grave deforestazione che la Repubblica Democratica del Congo sta affrontando gioca un ruolo cruciale nella diffusione dell’epidemia. Gli studi finora condotti si sono concentrati principalmente sul ceppo Zaire di Ebola, responsabile della maggior parte delle epidemie precedenti. Tuttavia, la ricerca su ceppi meno comuni, come quello di Bundibugyo, presenta sfide significative nella produzione e distribuzione di vaccini. Muyembe ha sottolineato che, se il virus si fosse diffuso in Europa, è probabile che un vaccino sarebbe già stato trovato, evidenziando la necessità di una risposta globale coordinata alla crisi.

Attualmente, sono in corso due studi significativi nel nord-est del Paese, precisamente a Bunia e Mongbwalu, con il supporto dell’unità Malattie infettive emergenti dell’Anrs in Francia. I ricercatori stanno testando una combinazione di anticorpi monoclonali e antivirali per valutarne l’efficacia, mentre un altro studio mira a proteggere le persone esposte al virus. Tuttavia, ci vorranno diversi mesi prima di ottenere risultati definitivi da queste ricerche.

Condivi su: