In Uganda, attualmente si registrano 15 casi confermati di Ebola e un decesso. Un cittadino statunitense, contagiato durante un soggiorno nella Repubblica Democratica del Congo, è in cura in Germania. La situazione è monitorata con attenzione dalle autorità sanitarie locali e internazionali.
Mercoledì 3 giugno 2025, il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha fornito un aggiornamento sulla diffusione dell’epidemia di Ebola Bundibugyo, originatasi nella Repubblica Democratica del Congo. Sebbene i dati a livello locale siano preoccupanti, il rischio di una diffusione globale risulta contenuto.
Situazione epidemiologica in repubblica democratica del congo
Nella Repubblica Democratica del Congo, sono stati confermati 344 casi di Ebola, con 60 decessi distribuiti in 24 zone sanitarie di tre province. I casi sospetti sono diminuiti a 116, rispetto agli oltre 1.000 della settimana precedente, grazie agli sforzi dell’OMS nel confermare o escludere i contagi. In Uganda, la situazione è monitorata da vicino, con la presenza di un residente congolese tra i contagiati, il quale ha viaggiato recentemente negli Emirati Arabi Uniti prima di recarsi in Uganda. L’OMS collabora attivamente con le autorità sanitarie di entrambi i Paesi per valutare i rischi legati ai viaggi e facilitare il tracciamento dei contatti.
Valutazione del rischio di epidemia
La valutazione del rischio fornita dall’OMS rimane invariata: molto alto per la Repubblica Democratica del Congo, alto a livello regionale e basso a livello globale. Durante una visita all’Ituri, epicentro dell’epidemia, Tedros ha sottolineato che, nonostante le difficoltà iniziali, ci sono segnali di recupero sotto la guida del governo. Il direttore generale ha incontrato vari leader politici, funzionari sanitari e membri delle comunità locali, esprimendo un messaggio di speranza, pur riconoscendo le sfide ancora presenti.
Guarigioni e centri di trattamento
Notizie positive giungono dai centri di trattamento, dove otto persone sono già guarite: sei in Repubblica Democratica del Congo e due in Uganda. Tedros ha evidenziato che l’accesso tempestivo alle cure può fare la differenza nella sopravvivenza dei pazienti. A Bunia, capoluogo dell’Ituri, sono attivi tre centri di trattamento con una capacità di 80 posti letto, e sono previsti ulteriori centri a Mungbwalo, Rwampara, Beni, Goma e Bukavu.
Criticità nel tracciamento dei contatti
Un aspetto critico nella lotta contro l’epidemia è rappresentato dal tracciamento dei contatti, che nella Repubblica Democratica del Congo non raggiunge ancora i livelli necessari. Attualmente, solo il 45% dei contatti è stato seguito, mentre è fondamentale superare il 90% per contenere l’epidemia. Le condizioni di insicurezza nella regione, segnate da conflitti e sfollamenti, complicano ulteriormente le operazioni di tracciamento. Inoltre, la sfiducia delle comunità locali rappresenta un ostacolo significativo, con alcuni leader che esprimono dubbi sulla reale esistenza dell’Ebola. Costruire un rapporto di fiducia con le comunità è essenziale per gestire efficacemente la situazione.
Infine, le restrizioni di viaggio imposte da alcuni Paesi in risposta all’epidemia stanno influenzando negativamente le catene di approvvigionamento e la risposta all’emergenza. L’OMS raccomanda di implementare screening in uscita negli aeroporti e ai valichi di frontiera, ma chiede anche la revoca delle restrizioni di viaggio generalizzate.
