Ebola in Congo: oltre 4.000 contagi e 1.800 vittime registrate

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo supera i 4.000 contagi, con 1.850 decessi, mentre le autorità intensificano gli sforzi per contenere la diffusione del virus.

La situazione sanitaria nella Repubblica Democratica del Congo continua a destare preoccupazione a causa dell’epidemia di Ebola, che ha colpito il Paese con un aumento significativo dei casi. Secondo i dati più recenti, aggiornati al 5 agosto 2026, il numero totale di contagi ha superato quota 4.000, precisamente 4.053, con un bilancio di 1.850 decessi. Le autorità sanitarie locali stanno intensificando gli sforzi per contenere la diffusione del virus Bundibugyo, che ha portato all’isolamento di 694 pazienti.

Ebola in Congo - (Afp)
Ebola in Congo – (Afp)

Province colpite dall’epidemia

Le province più colpite dall’epidemia rimangono cinque: Haut-Uélé, Ituri, Nord-Kivu, Sud-Kivu e Tshopo. Recentemente, si sono aggiunte due nuove zone sanitarie, Gombari e Bafwasende, portando il totale delle aree interessate a 53 su 140. L’Ituri è attualmente l’epicentro dell’epidemia, con l’86,9% dei casi registrati. Tuttavia, ci sono segnali positivi, poiché il numero delle persone guarite è vicino a 800, con 793 individui che hanno superato la malattia.

Monitoraggio dei contatti

Le autorità congolesi hanno dichiarato che il monitoraggio dei contatti prosegue con una percentuale di completamento del 77,7%. In un solo giorno, sono state esaminate 1.158 segnalazioni, dimostrando un impegno costante nella sorveglianza e nella gestione dei casi di Ebola.

Risposta sanitaria

La risposta sanitaria è stata potenziata nelle province più colpite, con misure di sorveglianza attive e strategie per migliorare la capacità di risposta alle emergenze sanitarie. Le autorità locali confermano che continueranno a lavorare per garantire la sicurezza della popolazione e contenere la diffusione del virus.

Monitoraggio della situazione

Il monitoraggio della situazione rimane fondamentale, e le autorità sanitarie si stanno preparando a ulteriori sviluppi, mentre la comunità internazionale osserva attentamente l’evoluzione dell’epidemia.

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