L’illustre immunologo Mauro Minelli ha recentemente analizzato diverse teorie, alcune delle quali poco scientifiche, riguardo agli effetti delle eclissi lunari sulla salute umana. In un’intervista rilasciata il 22 agosto 2026, Minelli ha affrontato la questione se ci sia davvero un impatto di questi fenomeni celesti sul nostro benessere.
Il 28 agosto 2026, gli italiani avranno l’opportunità di osservare un’eclissi parziale della Luna, durante la quale l’ombra della Terra oscurerà fino al 96% del satellite. Se in epoche passate tali eventi erano fonte di timore, oggi sono considerati occasioni per ammirare il cielo, a patto di utilizzare gli strumenti giusti.
Le teorie sulle eclissi e la salute
Negli ultimi anni, sui social media sono circolate varie ipotesi, tra cui quella transilvanica e la teoria delle micro-maree corporee. Minelli, professore di Nutrizione Clinica presso l’Università Lum Giuseppe Degennaro, ha chiarito che non esistono evidenze scientifiche che dimostrino un’influenza diretta delle eclissi lunari sui parametri biologici umani. Secondo l’immunologo, “sul piano rigoroso della letteratura biomedica, non sussiste alcuna evidenza clinica o laboratoristica”.
Minelli ha spiegato che la teoria delle micro-maree, che suggerisce che l’attrazione gravitazionale della Luna possa influenzare i fluidi corporei, è in contraddizione con le leggi della gravitazione universale. Le forze di marea, infatti, sono capaci di muovere enormi masse oceaniche, ma risultano trascurabili su scala umana. Inoltre, la Luna non emette radiazioni proprie, ma riflette la luce solare; pertanto, l’eclissi comporta solo una temporanea diminuzione della luminosità senza alcun effetto biologico diretto.
L’ipotesi transilvanica e l’analisi dei dati
Minelli ha anche discusso l’ipotesi transilvanica, che suggerisce un legame tra fasi lunari e comportamento umano. Diverse revisioni sistematiche hanno esaminato milioni di accessi ospedalieri, incrociando le date con gli eventi astronomici. I risultati hanno sempre smentito una correlazione statisticamente valida tra le eclissi e l’aumento di situazioni critiche, come parti spontanei o complicanze cardiovascolari. “Le oscillazioni storicamente segnalate rientrano sempre nella normale variabilità casuale”, ha affermato Minelli.
Ritmi circadiani e percezione
Un altro punto sollevato riguarda l’eventuale interferenza delle eclissi con i ritmi circadiani. Secondo Minelli, l’unica variabile fisiologica che potrebbe essere influenzata è la luminosità ambientale notturna. Durante l’oscuramento della Luna, tuttavia, questa viene azzerata, eliminando anche il debole stimolo luminoso del plenilunio.
La credenza popolare in un’influenza lunare sulla salute potrebbe, secondo l’immunologo, derivare da meccanismi di psicologia cognitiva, in particolare dal bias di conferma. Le persone tendono a notare e ricordare eventi insoliti che si verificano in concomitanza con fenomeni astronomici rari, ignorando le numerose volte in cui eventi simili accadono senza correlazioni astrali. L’unico effetto documentabile rimane quello comportamentale, legato a chi trascorre ore a osservare il cielo e può soffrire di deprivazione del sonno.
L’eclissi del 28 agosto rappresenta un’opportunità per osservare un fenomeno straordinario, ma è importante mantenere un approccio critico e scientifico riguardo alle sue implicazioni sulla salute.
